appuntamento con il BENESSERE in CONVIVIALITÀ

L'immagine può contenere: 1 persona, bevanda e sMSNel programma di conferenze di BYO – APPUNTAMENTO CON IL BENESSERE a Casale Monferrato, domenica 4 giugno alle 13 si svolgerà un incontro conviviale con GIOVANNA CECCHERINI, che introdurrà la conversazione sul tema Alimentazione salutare: ICH UNESCO Dieta Mediterranea e cucina monferrina con una “stuzzicante” presentazione delle “ricette” di DIETA MEDITERRANEA PER I GLOBAL GOALS.

L’illustrazione di principi e pratiche dello stile di vita che dal 2010 è un Intangible Cultural Heritage UNESCO proprio perché con le tradizioni in produzione, distribuzione e consumo del cibo si tramandano usanze, abitudini e principi etici di reciprocità e condivisione tra le persone e di rispetto e cura della Natura, aprirà il dialogo con il pubblico, invitato a intervenire per confrontare e “amalgamare” le qualità dei “piatti forti” rappresentativi della Dieta Mediterranea con i gusti e sapori dell’enogastronomia del Monferrato, patria di vini celebri, come la Barbera e il Grignolino, il Rouché, il Moscato, il Dolcetto e lo Spumante, e dove la cucina tipica interpreta risotti e paste ripiene – gli agnolotti – e presenta alcune specialità, come la bagna cauda, il bunet e la merenda sinoira – che sono autentica, genuina e originale espressione di antiche consuetudini e oggi buone pratiche di cura per la salute, di convivialità e di sostenibilità.

L’incontro si configura come una “tappa” che scandisce il percorso di ricerche che il team DIETA MEDITERRANEA PER I GLOBAL GOALS svolge nel 2017 Anno Internazionale per il Turismo Sostenibile. sintesi-convivio-in-monferrato-immaginiLo studio comparativo delle peculiarità e similitudini delle tradizioni di Dieta Mediterranea nei differenti territori e nelle diverse epoche e fasi storiche infatti era cominciato nel novembre 2014 proprio con l’esperienza del CONVIVIO IN MONFERRATO. Da questo primo avvicinamento, il team ha condotto analisi di confronto tra stile di vita e sistema di valori della Dieta Mediterranea e tra i valori dell’eredità culturale con principi e pratiche di ECOLOGIA INTEGRALE, teorie e idee espresse nell’Enciclica LAUDATO SI’ di papa Francesco I e i 17 GLOBAL GOALS e le 5 CORE RESPONSABILITIES enucleati dall’ONU rispettivamente nel 2015 con l’AGENDA 2030 PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE e nel 2016 con l’AGENDA FOR HUMANITIES.

Una direzione di ricerche, studi e, soprattutto, esperienze verso cui convergono oggi le attenzioni di molte, sempre più persone, anche nell’ambito del turismo. Come evidenzia il report del III Forum Internazionale sul turismo gastronomico che si è appena concluso in Spagna, in cui gli esperti del settore sottolineano l’importanza della sostenibilità, un “ingrediente” fondamentale delle proposte e attività turistiche, in particolare delle offerte commerciali che esaltano i sapori della cucina tipica locale, principale “biglietto da visita” delle destinazioni turistiche come antiche città d’arte e aree di villeggiatura rurali, marine e montane che sono località emblematiche dell’ ICH UNESCO Dieta Mediterranea e borghi storici e campagne di Langhe, Roero e Monferrato, territori in cui si estende il sito seriale UNESCO Paesaggi vitivinicoli.

unwto - forum TURISMO GASTRONOMICO

A major component of history, tradition and identity, gastronomy has also become a major motivation to visit a destination. According to the 2nd UNWTO Report on Gastronomy Tourism, this tourism segment “offers enormous potential in stimulating local, regional and national economies and enhancing sustainability and inclusion”. Sixteen good practices in Gastronomy Tourism from different countries are showcased in the 2nd UNWTO Report on Gastronomy Tourism, touching on issues such as seasonality, training and innovation, ICT-related initiatives and wine-related itineraries.The publication stresses that in terms of tourist motivations, experiencing gastronomy is now at a similar level to visiting a museum, enjoying music and admiring the architecture of a destination. In this sense, gastronomy tourism has strong potential to improve destination management, promote cultures and contribute to other sectors such as agriculture and food manufacturing. The commitment of gastronomy tourism towards the principles of sustainability has been one of the conclusions of the Forum held in San Sebastian. This includes areas such as poverty reduction, efficient use of resources, environmental protection and climate change, and the protection of cultural values, heritage and diversity.

The engagement of the traveller in these principles through his/her gastronomic experience was also underlined throughout the Forum. The need to develop appropriate policy measures and a strong governance framework was highlighted as a major conclusion. This would facilitate not only the commitment of relevant actors, but also the interaction among them, as well as the development of private-public partnerships. The union between gastronomy and tourism provides therefore a platform to revitalize cultures, to preserve tangible and intangible heritage, to empower communities and to enhance intercultural understanding. These aspects were particularly tackled during the practical experiences included in the Forum, such as a cooking class and farm-to-table dining experiences.

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una buona “pista”

logo GIRO D'ITALIA 2017 - 100 edOggi, 5 maggio, inizia la 100ª edizione del GIRO D’ITALIA, una competizione ciclistica che insieme agli atleti che si confrontano in gara coinvolge gli sportivi di ogni nazione e appassiona il pubblico italiano e mondiale.

Nella “corsa rosa” si condensano molti valori e il suo spettacolare svolgimento rappresenta l’occasione, e prova, con cui il Belpaese ha l’opportunità di mettersi in mostra. CAMPIONISSIMI - Gerbi Cuniolo Girardengo CoppiAd esempio in Monferrato, nel 2017 una European Community of Sport, l’appuntamento annuale con la gara permette di dare evidenza alle tradizioni che lo hanno reso patria dei Campionissimi protagonisti di grandi imprese ciclistiche e un territorio in cui la pratica del ciclismo ha dato impulso ad attività artigianali, industriali e imprenditoriali, anche nel settore turistico e in questo ambito attualmente con propensione alla sostenibilità.

All’anniversario del centenario, i riflettori del Giro d’Italia sono puntati sulle qualità espresse dal binomio ambiente e cucina: contemporaneamente al tour ciclistico, in città e paesi che ospitano la “carovana” dei corridori e dei tecnici, dirigenti, osservatori e giornalisti si svolge il GIRO GOLOSO, una rassegna gastronomica organizzata da La Gazzetta dello Sport in collaborazione con Eataly. Sulle pagine del quotidiano vengono date notizie e segnalazioni, come il “salume del giorno” e il consiglio di Bell’Italia sui luoghi più affascinanti da visitare, e nella sezione dedicata sul sito ogni mattina viene pubblicata una video-ricetta. GIRO D'ITALIA - GIRO GOLOSO mappa tappeIn concomitanza con la partenza del Giro d’Italia, il 5 maggio dalla Sardegna, Roberto Petza fa assaporare orziadas croccanti e tallutzas con ragù di gamberi. Mentre i ciclisti scaleranno l’Etna, si assaggeranno arancini di riso, a Messina si gusterà la spigola in crosta di sale, in Calabria saranno proposti gli spaghetti con la ‘nduja, in Puglia saranno preparate le orecchiette… e passando dall’Emilia Romagna, patria dell’alta cucina italiana, il tour gastronomico presenterà le specialità piemontesi, l’ossobuco lombardo e i canederli altoatesini. Ogni piatto tipico sarà accompagnato dal vino locale, come il Sagrantino che nasce nei vigneti che si ammirano nella tappa Foligno-Montefalco della “corsa rosa”.

Quindici chef di tutta Italia, custodi della nostra tradizione unica, prepareranno cento ricette, le specialità di ogni territorio attraversato dalla corsa rosa – annuncia la redazione della Gazzetta dello Sport – Curiosando tra le imprese di Nibali o Quintana potrete così immergervi nei consigli sulle prelibatezze di ogni regione, a cura di chef stellati e cuochi delle osterie Slow Food, che sveleranno il proprio legame, quasi sentimentale, con i piatti proposti. E il rapporto di quei prodotti con il territorio.

I nostri fantastici cuochi sono prima di tutto dei grandi artigiani e in bici si possono scovare le migliori osterie – osserva Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, che segue la gara fin da quando da bambino guardava ogni tappa in tv con il proprio nonno – I paesaggi italiani sono un meraviglioso esempio di biodiversità e il Giro li attraversa tutti, è il più grande spot del nostro paese nel mondo. La corsa mostra le nostre montagne, le colline, le pianure e passa in città grandi e piccole facendoci sentire tutti uniti attraverso il comune apprezzamento del bello.

TURISMO E SPORT

TURISMO SOSTENIBILE

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le virtù della bagna cauda

logo-italian-tasteMentre dal 21 al 27 novembre 2016 si svolge la prima SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO, le date dal 25 al 27 novembre sono fissate per l’annuale appuntamento con la manifestazione gastronomica dedicata al piatto tipico piemontese recentemente riscoperto per l’intensità del suo sapore e la sua vivace genuinità, che lo rendono anche molto salutare e particolarmente sostenibile.

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Nonostante sia una specialità regionale di un’area continentale italiana che una catena montuosa separa nettamente dal mare, la bagna cauda ( detta anche bagna caôda ) è un piatto autenticamente mediterraneo e per molte qualità emblematico della Dieta Mediterranea. È infatti è un perfetto esempio di cucina popolare, un piatto semplice, gustoso e genuino, e una ricetta gastronomica per un’equilibrata e salutare dose di minerali, di vitamine, di fibre e grassi vegetali e di proteine animali, copertina-eat-well-and-stay-wellquindi perfettamente interpretativa della Dieta Mediterranea nella sua definizione ‘dogmatica’, ovvero la dimostrazione scientifica data dal nutrizionista americano Ancel Keys con la ricerca Seven Countries Study e la sua descrizione che lo stesso ha elaborato insieme alla moglie Margaret nel primo testo divulgativo, pubblicato nel 1959 e subito un best-seller, e in  How to eat well and stay well. The Mediterranean way del 1975.

Una ricetta della cucina popolare del Monferrato diffusa in Langhe e Roero, la bagna cauda accomuna logo-world-heritage-unescoi territori dei paesaggi vitivinicoli da 2014 iscritti nell’elenco dei patrimoni UNESCO, di cui costituisce una specialità e una tradizione agroalimentare molto speciale. È infatti un cibo frugale e al tempo stesso ricco di vitamine e di gusto, un sapore che esalta i sensi, inoltre di significati saldamente connessi alla storia della sua origine e alla ritualità del suo venire consumato in convivialità, logo UNESCO ICHperciò è anche un perfetto esempio altamente rappresentativo della Dieta Mediterranea come nella sua definizione di ICH UNESCO.

125-108_bagna_cauda_250L’intingolo bollente che accompagna il misto di genuine verdure di stagione coltivate negli orti e (come cardo e topinambour) un tempo raccolte in prati e sottobosco del Monferrato, è composto da ingredienti essenziali dei caratteristici piatti tradizionali dei paesi affacciati sul Mediterraneo: acciughe (alici sotto sale), aglio e olio extravergine di oliva. 

L’archivio di storia gastronomica SAPERE  SAPORI documenta l’origine provenzale della salsa, una variante della ancholade, e la denominazione ne attesta la nascita e diffusione lungo la Via del Sale che, dalle coste francesi e liguri, superato il valico sull’Appennino Ligure attraversa il Piemonte Orientale discendendo dalle colline dell’ovadese e del Monferrato. Una strada in cui per millenni le carovane hanno trasportato dalla costa ligure a città e borghi del Monferrato derrate di sale e di pesce sotto sale e, viceversa, di cereali e carni dalle campagne intorno al Po ai porti sul Mediterraneo. Un sentiero tortuoso ai cui margini e snodi ebbero luogo intensi scambi commerciali fin dalla più remota antichità: tra i liguri che nella preistoria popolavano la riviera e la distesa di colline e monti che circondano la paludosa pianura tra la corona alpina e il corso del Po, poi tra galli e romani, quindi tra il marchesato – suol d’Aleramo – e i suoi alleati nei regni e imperi di Occidente e d’Oriente…

Per la preparazione della bagna cauda, la salsa bollente in cui si intingono le verdure, gli ingredienti sono acciughe portate dal mare e aglio raccolto nell’orto stemperati in olio extravergine d’oliva, ora importato in Piemonte ma un tempo autoctono nella regione, dove con il trapianto dell’Olivo delle Alpi della Valle del Rodano gli uliveti vennero coltivati già dal VI secolo. Soprattutto in alcune zone sulle pendici ai confini con la Valle d’Aosta e in aree collinari, in particolare nel Monferrato, dove la toponomastica ne testimonia la remota presenza: morbelli-colline-del-monferrato-1917in provincia di Alessandria al borgo di Olivola, alla Cascina Oliva a Fabiano di Solonghello, alla Strada degli Ulivi tra Patro di Moncalvo e Grazzano Badoglio e al Monte Oliveto di Cortemilia nel comune di Ponzano di Crea (un altro è in provincia di Cuneo) e nella provincia di Asti al paese di San Marzano Oliveto e nella Regione Ulivi di Canelli. La massima diffusione degli uliveti in Piemonte si ebbe nella seconda metà del  XIII secolo d.C., all’apice di un periodo di innalzamento delle temperature climatiche che durò circa 500 anni, fino al declino e poi alla scomparsa della produzione d’olio d’oliva a partire dal 1700, quando una tremenda e prolungata gelata invernale falcidiò ¾ delle piante. Olivi particolarmente robusti – in particolare le varietà di leccino, frantoio e pendolino – sono stati coltivati in giardini e orti privati e dal 1980 l’olivicoltura è ripresa a macchie sparse in aree del Monferrato alessandrino e astigiano e delle province di Cuneo e Torino, e complessivamente nelle zone oggi si contano circa 138 ettari di uliveti.

Nella salsa calda a base di olio e acciughe predomina un terzo ingrediente molto usato nella cucina contadina, l’aglio, che ha molte proprietà salutari e terapeutiche: è infatti un naturale agente antibiotico, antisettico e balsamico, coadiuvante per la cura dell’ipercolesterolemia, di bronchiti catarrali e dell’elmintiasi, inoltre un ottimo stimolante digestivo e diuretico.

bagna-cauda-al-ristorante-di-creaL’intingolo oggi viene servito in eleganti tegamini di coccio individuali riscaldati da lumini in cera, mentre tradizionalmente la bagna cauda veniva portata a tavola direttamente dal focolare nella pentola di cottura, una zuppiera di terracotta, in cui tutti i commensali intingevano e pucciavano le verdure raccolte nell’orto e nel sottobosco – cardi, topinambur, cavolfiori e ogni altra disponibile nel freddo autunno piemontese. Era infatti la specialità della merenda sinoira ai primi rigori della stagione, quando i contadini celebravano la conclusione dei lavori nei campi e della vendemmia.

Nella sua semplicità, la bagna cauda condensa il piacere dello stare insieme in compagnia e del condividere i frutti della terra e nella sua ricetta oltre al gusto di un piatto tipico della cucina popolare piemontese si rivelano le origini di antiche tradizioni che legano gli uomini tra loro e che uniscono l’uomo alla terra e al mare, in cui si tramandano remoti saperi del suo rapporto simbiotico con gli elementi naturali, le risorse essenziali per la vita.

dieta mediterranea e i GLOBAL GOALS

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La Terra nel 3° millennio

Al Lessico del XXI Secolo nel 2012 l’Enciclopedia Italiana ‘Treccani’ ha aggiunto la parola antropocène 

(s. m.) – Termine divulgato dal premio Nobel per la chimica atmosferica Paul Crutzen, per definire l’epoca geologica in cui l’ambiente terrestre, inteso come l’insieme delle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche in cui si svolge ed evolve la vita, è fortemente condizionato a scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana (…)

Un neologismo che si affianca ad altri, tra cui anche proprio la locuzione DIETA MEDITERRANEA, tramite le quali l’umanità cerca le parole con cui dialogare per capire cosa succede nel mondo attuale e cosa ‘fare’ per migliorare la sua situazione, di cui molti hanno consapevolezza che ha raggiunto un limite oltre il quale si prospetta un mondo senza futuro !

PARLA COME MANGI ∼ una riflessione necessaria 

DIETA MEDITERRANEA : Ecologia Integrale ∼ Global Goals

Un convegno che riunisce molti esperti in questo ‘campo’ delle scienze naturali e umane si svolgerà ad Asti dal 26 al 28 maggio 2016: le loro relazioni svolgeranno i temi del fitto programma di incontri organizzati da SIEP-IALE (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio) con questo messaggio e obiettivo: “Per la prima volta nella storia della Terra, una singola specie, l’uomo, agisce come forza evolutiva prevalente, tentando di adattare a sé l’ambiente. L’uomo è dunque attore primario dei cambiamenti globali, e ne detiene la responsabilità. Ciò pone sfide tanto difficili, quanto stimolanti per affrontare L’Antropocene, questa fase senza precedenti nella storia della terra dalla quale dovranno aprirsi nuovi scenari. La SIEP-IALE ha iniziato a confrontarsi con le contraddizioni dei cambiamenti globali a partire dal 2004 con il convegno Pianificare l’incertezza. Contraddizioni con cui ci confronteremo nel congresso proposto, sotto forma di sfide che, prima di tutto, vanno riconosciute, interpretate, raccolte e affrontate”.

Challenges of  Anthropocene  and the  role of  Landscape Ecology

AT 26-28 maggio 2016