W la pasta, “regina” della dieta italiana

Dal 1998 ogni 25 OTTOBRE i pastai italiani, cioè i produttori e i commercianti della specialità della cucina italiana, si mobilitano e coinvolgono chef, ristoratori ed esperti di alimentazione di tutto il mondo nella celebrazione del WORLD PASTA DAY.

Quest’anno alla XXI edizione, svolta con il titolo AL DENTE e all’insegna del tema #PASTA2050, il ciclo di iniziative ha focalizzato l’attenzione internazionale sulla pasta come un ingrediente principale della “versione” italiana delle tradizioni di Dieta Mediterranea evidenziando il suo valore come un “cibo buono, sano, accessibile e sostenibile”:

Unione Italiana Food intende sostenere il modello alimentare mediterraneo, riconosciuto dalla comunità scientifica tra i più sani e sostenibili, di cui la pasta è elemento cardine. Il successo globale della pasta italiana è la cartina tornasole del gradimento verso la Dieta Mediterranea. Arriva dagli Stati Uniti, patria delle diete iperproteiche, il segnale più simbolico. L’U.S. News & World Report ha eletto la Dieta Mediterranea “migliore dieta del mondo” del 2019, vincitrice su 41 diverse alternative con un punteggio di 4,2 su 5. In Italia invece ci sono segnali di un progressivo allontanamento della popolazione dalla Dieta Mediterranea. Solo il 41% della popolazione del Nord Italia mangia seguendo questo modello, appena il 16,8% nel Centro Italia e il 42,1% nel Sud del Paese (European Journal of Public Health). E iniziative come “Al Dente” potrebbero invertire questo pericoloso trend.

L’allarme ha destato molto stupore, e tanta preoccupazione, perciò l’interesse degli opinion leader, cioè di giornalisti, esperti e commentatori che dal “pulpito” dei mass-media divulgano le informazioni che influenzano le decisioni delle persone, in particolare le scelte di consumo. E così in occasione del WORLD PASTA DAY 2019 sono state pubblicate molte notizie che annunciano “la rivincita della pasta”, cioè mirate a sfatare la convinzione, largamente diffusa proprio in Italia, che spaghetti, maccheroni, fusilli, orecchiette, ravioli, tortellini, tagliatelle, lasagne,… e ogni tipo delle molteplici varianti del “primo piatto” nazionale sia un alimento grasso, cioè che fa ingrassare, e che appesantisce… Ad esempio, l’articolo di Valeria Pini pubblicato nella rubrica  “Alimentazione E Fitness” de La Repubblica spiega perché sia ormai diventato necessario, e urgente, sfatare i nuovi tabù dilaganti proprio nell’opinione pubblica italiana, come la convinzione che mangiare pasta sia da evitare soprattutto alla sera, la cui infondatezza è dimostrata dalla nutrizionista ed endocrinologa italiana Serena Missori:

La pasta a cena fa bene, rilassa e aiuta a dimagrire. Favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano, quindi fa rilassare e aiuta il sonno, e se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, colpevoli di favorire l’aumento di peso.

Inoltre, l’articolo riferisce che “le diete in cui si eliminano quasi completamente i carboidrati per perdere velocemente i chili di troppo sono state bocciate da alcuni studi scientifici”, e che invece “mangiare riso, spaghetti e pane con moderazione è la via ottimale per una vita lunga e in salute“, citando ad esempio la  ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston recentemente pubblicata su The Lancet Public Health:

Risultati immagini per Brigham and Women's Hospital BostonI ricercatori hanno analizzato un campione di oltre 15.400 persone calcolando il rischio aterosclerotico. Sia chi aveva seguito una dieta con un basso apporto di carboidrati, inferiore al 40% dell’energia totale, che chi aveva un regime con un apporto troppo alto (oltre il 70%) registravano un aumento della mortalità, mentre il rischio più basso era associato ad un consumo moderato, tra il 50% e il 55% dell’energia.

Gli studi e le statistiche recenti confermano quindi le intuizioni di Ancel Keys, così le analisi e rilevazioni condotte dal “suo” team, i ricercatori del SEVEN COUNTRIES’ STUDY  dall’oggi “lontano” 1957… inoltre le convinzioni dei proto-scienziati, i sacerdoti e le sacerdotesse che negli asklepeia veneravano il culto di Igea e professavano l’arte di Ippocrate, dei saggi fondatori della Scuola Medica Salernitana e dei dottori istitutori degli studium, cioè delle prime cattedre universitarie e sedi accademiche, anche le “nuove” teorie sulla sostenibilità che si propagano nel villaggio globale e in ogni luogo del mondo con molteplici manifestazioni e differenti espressioni e le antiche concezioni consolidate dalle abitudini e nelle tradizioni che un tempo accomunavano le molte e diverse popolazioni mediterranee.

 

La DIETA MEDITERRANEA “made in Italy” in un tour mondiale

La SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO ha la finalità di promuovere – cioè far conoscere – le qualità della gastronomia che rappresenta il Belpaese e di tutelare i prodotti agroalimentari “made in Italy” dall’Italian sounding – cioè far riconoscere, e così distinguere, quelli originali dalle imitazioni e contraffazioni.

La terza edizione è un programma con tanti scopi… tra cui mettere in risalto le tradizioni di cucina che, nelle diverse varianti regionali e locali italiane, sono interpretative della Dieta Mediterranea.

THEO RANDALL my simple italian - cutLe virtù delle ricette e dell’olio d’oliva extra-vergine saranno illustrate in un ciclo di conferenze e cooking show intitolato Food Matters Live in svolgimento a Londra e che si concluderà domenica 25 novembre con un “gran finale” cucinato da Theo Randall.

Un appuntamento molto importante è la tavola rotonda organizzata dall’ICE venerdì 23 novembre a Tunisi: «Il filo conduttore è la sostenibilità della produzione e dell’utilizzo della pasta. Negli ultimi anni, il miglioramento dei processi produttivi e delle buone pratiche agricole hanno consentito ai pastai di ridurre sensibilmente i consumi d’acqua e le emissioni di CO2, con con un impatto ambientale molto basso… la pasta è al centro di tante ricette prelibate che valorizzano gli avanzi, limitandone gli sprechi… sotto l’aspetto del packaging, la pasta permette un recupero al 100% dei materiali utilizzati, in cartone o film plastico».

Alcuni eventi del programma internazionale sono emblematici della straordinaria versatilità della cucina come ambito in cui le innovazioni possono tramandare il patrimonio di eredità immateriali contenute nelle tradizioni di convivialità. In particolare lo spettacolo messo in scena nella serata di venerdì 30 novembre al Théâtre des Variétés di Monaco, organizzato dalla sede della Società Dante Alighieri nel Principato di Montecarlo in collaborazione con l’Associazione Anfossi di Genova, per ricordare la figura di Gioachino Rossini, Rossini 2018 - 150compositore italiano di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della scomparsa: «Nel 1823, quando arrivò a Parigi preceduto dalla sua fama di genio, venne subito coinvolto nel dibattito culturale sulla cucina che a quel tempo impegnava molti intellettuali francesi, tra cui Alexandre Dumas padre. L’evento si svolgerà quindi come se fossimo in un ipotetico salotto ottocentesco parigino, dove ci si riuniva abitualmente una volta la settimana» [fonte : Montecarlonews.it ].

Un “girotondo” intorno alla bellezza della bontà

Le tavole dell’artista Cecilia Prete illustrano le ricette tipiche di Alessandria e dei territori della provincia piemontese raccolte dal gastronomo e storico della cucina Luigi Bruni e pubblicate dalla casa editrice Vicolo del Pavone di Tortona. Le illustrazioni raffigurano l’attenzione alla bontà del cibo, una “prerogativa” finora soprattutto femminile, il compito nella quotidianità affidato alle donne, che lo svolgono tuttora, anche se non più solo casalinghe, ancora custodi dei “segreti” della cucina domestica, massima espressione delle autentiche e originali tradizioni gastronomiche dei territori: la conoscenza degli alimenti salutari e la sapienza di amalgamare e cuocere ingredienti genuini, di preparare pietanze nutrienti e saporite e, per esaltarne il gusto, di presentare i piatti a tavola in “bel modo”.

post TaT x vernissage +TAVOLA ROTONDA orizL’evento si svolge all’art-hotel del Monferrato, una dimora d’epoca armonicamente incastonata nel borgo antico e nel paesaggio rurale del territorio e un hotel 4* con spa  selezionato da Touring Club nel catalogo Stanze Italiane. Un albergo  “speciale” perché in ogni suo spazio, anche all’aperto, è in esposizione una collezione di artigianato artistico e di sculture, dipinti, serigrafie e fotografie originali di grandi esponenti dell’arte contemporanea, e nella cui galleria la raccolta TAVOLE A TAVOLA sarà in esposizione fino al 6 giugno 2018 – Anno del Cibo Italiano.

post TaT - arte e cucina al femminileL’iniziativa culturale organizzata per l’inaugurazione della mostra ha richiesto molta accurata preparazione, che nel suo svolgimento non si percepirà perché in poco tempo sarà difficile condensare le tante “cose” che sono precedute in molti anni, in particolare le lunghe “chiacchierate” tra le partecipanti, riunite insieme alla tavola rotonda su un tema che le accomuna professionalmente, e anche personalmente!, e che le ha coinvolte l’una con l’altra proprio ruotando introno al fulcro a Locanda dell’Arte, sede dell’esposizione e un albergo rappresentativo dell’ospitalità secondo le tradizioni e la vision innovativa dell’ICH UNESCO Dieta Mediterranea, espresse proprio nella cucina e nell’arte della tavola come nell’antica consuetudine che in Monferrato è la “specialità” De.Co. di Ozzano, opera del gruppo di donne che tramandano il ricamo del pizzo Chiacchierino, lo studio creativo di Valia Barriello, designer che ricordando i giochi “in cucina” con la propria nonna ha realizzato le tovagliette animate Melina for kids, e la ricerca di Maria Palumbo Sormani, gallerista di Locanda dell’Arte che colleziona manufatti artigianali d’antiquariato, in particolare le rare e preziose saliere solonke russe. Ecco in sintesi la storia del girotondo di donne dietro e prima ciò che accadrà e verrà detto alla conviviale TAVOLA ROTONDA organizzata per l’inaugurazione della mostra TAVOLE A TAVOLA che, in occasione della festa della donna, dalle ospiti di Locanda dell’Arte è “apparecchiata” come una  tavolata al femminile.

Nel 2009 la padrona di casa, Maria Palumbo Sormani, ha conosciuto la coordinatrice di Monferrato HospITALITY & HandMade Maddalena Brunasti, che ha coinvolto la gallerista nell’allestimento di una mostra-evento. Dopo questa esperienza, per diversi anni Maddalena ha collaborato con Maria come curatrice delle relazioni pubbliche e dell’ufficio stampa per l’art-hotel, attività nel cui ambito Maria ha fatto incontrare Maddalena con Laura Chiarello, coordinatrice dell’Associazione Mirò, e con Giovanna Ceccherini, quando lei era direttrice di un albergo della stessa zona, e con entrambe Maddalena ha collaborato a molti progetti. Con Giovanna in particolare proprio a “questo” di studi e ricerche sulla Dieta Mediterranea, che nel 2015 le ha portate a partecipare insieme ad un evento sul tema del riso al mulino museale di Fontanetto Po, dove Maddalena era stata in visita precedentemente con Maria. In questa occasione, Maddalena e Giovanna hanno conosciuto Vittorina Maratelli e la “sua” Riso Maratelli 1914, e con lei hanno subito cominciato a “confabulare” di iniziative in cui parlare di riso, di mondine, di donne che lavorano nei campi dell’agricoltura e della cultura… Una decina d’anni fa, Maddalena aveva fatto conoscere a Maria l’autrice delle tavole in esposizione all’art-hotelCecilia Prete, che è anche docente e allora era insegnante della figlia di Maddalena, che per l’inaugurazione della mostra ha pensato di coinvolgere Laura, scoprendo così che anche lei era stata sua allieva!

file pdf online > UN GIROTONDO DI DONNE – Academia.edu

Questo slideshow richiede JavaScript.

Nel 2018 – Anno del TURISMO Europa-Cina

logo 2018 EU-China Tourism Year cut

Emblematicamente, l’inaugurazione del programma di eventi e  iniziative con cui migliorare i rapporti di collaborazione e intensificare gli interscambi dei flussi turistici tra l’Europa e la Cina si è svolta a VENEZIA, la città di MARCO POLO.

 

Nel 1271 il giovane Marco (secondo diverse fonti tra i 12 e i 19 anni) seguì il padre Niccolò e lo zio Matteo nel loro secondo viaggio in Catai. Attraversando l’Asia in tre anni e mezzo, i Polo raggiunsero Khanbaliq, l’odierna Pechino, dove Marco venne nominato consigliere dell’imperatore Kubilai Khan e, come suo ambasciatore, compì missioni nello Yunnan, inoltre in Tibet, Birmania e India. Dopo 17 anni di permanenza in Cina, e 24 dalla partenza, i tre italiani fecero ritorno a Venezia, dove arrivarono nel 1295.

IL MILIONE - miniatura

In seguito, nel 1298, Marco Polo venne catturato dai genovesi mentre era a bordo di un veliero della flotta veneziana sconfitta dai genovesi in una battaglia navale sull’Adriatico, e nei 14 anni di prigionia raccontò dei propri viaggi in Asia e della propria vita in Cina al pisano Rustichello, che raccolse le testimonianze in un resoconto in lingua d’oïl diventato celebre con il titolo de Il Milione – la cui trascrizione più antica rimasta è il Livre de Marco Polo citoyen de Venis, dit Million, où l’on conte les merveilles du monde conservato alla Biblioteca Nazionale francese (fonte originale).

Il testo ispirò Cristoforo Colombo a compiere la memorabile impresa e MAPPAMONDO di Fra Mauro - 1450le descrizioni dell’Asia di Marco Polo attorno al 1450 furono riportate in un planisfero, il Mappamondo di Fra Mauro conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, il cui disegno cartografico composto su pergamene incollate a un supporto ligneo è  corredato da quasi 3000 iscrizioni – toponimi e note storiche e geografiche – e raffigura il mondo come era visto e conosciuto dagli europei nel XV secolo, quando viaggiare era un’avventura verso l’imprevedibile.

Oggi invece riusciamo a calcolare esattamente le distanze e a raffigurare mappe che mostrano la realtà con precisione, anche dettagliate con molte indicazioni e informazioni e, nelle più recenti versioni digitali, approntate con funzionalità di ricerca che permettono di orientarsi, inoltre raggiungere la destinazione desiderata seguendo le istruzioni e persino di approfondire la conoscenza delle località e di individuare e contattare alberghi, ristoranti, bar e servizi di assistenza turistica.

Eppure un viaggio in Cina per gli europei e in Europa per i cinesi è ancora un’avventura… in particolare per globe-trotters e turisti “fai da te” in vacanze esplorative e per professionisti e periti nelle trasferte con tragitti complicati e soggiorni impegnativi e faticosi. Come evidenziato dai più esperti operatori di settore, le distanze che separano i paesi europei e la Cina oggi sono soprattutto culturali: lingue e scritture tanto differenti che rendono impossibile comunicare e abitudini tanto diverse che rendono difficile comprendersi a vicenda. Molti ostacoli possono venire rimossi tramite accordi tra le nazioni, come quello di cooperazione Italia-Cina siglato dalle rispettive rappresentanze in occasione dell’incontro a Venezia per l’appuntamento sino-europeo, e – soprattutto – con un approccio di avvicinamento reciproco, cioè tramite la ricerca, l’emersione e la divulgazione delle conoscenze sulle tante, anche “piccole”, cose in cui europei e cinesi sono più simili che diversi. Ad esempio, le tradizioni alimentari, come spiega Giovanna Ceccherini nell’articolo pubblicato nel luglio scorso sulla rivista CINA IN ITALIA (n° 7 / 2016) – per leggere il testo clicca sul titolo :

DIETA MEDITERRANEA E CUCINA CINESE

DM e cucina cinese

 

 

 

AVVENTO, NATALE ed EPIFANIA: festività “straordinarie” nell’IY2017

IY2017 - conferenza turismo culturale - OMAN 11-12 DICTramite i social-media sono già stati diffusi alcuni estratti di interventi della prima giornata della II Conferenza Mondiale sul Turismo Culturale organizzata insieme da UNWTO e UNESCO in Oman. il Segretario Generale dell’UNWTO, Taleb Rifai, e l’ambasciatrice per l’UNESCO, Dana Firas, rispettivamente hanno dichiarato che «The Sustainable Development Goals are our common goal, and can be achieved through sustainable tourism» e «Cultural heritage protection should be at the heart of tourism». II World Conference TURISMO CULTURALE - E J Reid speechAl discorso di Eliza Jean Reid, first lady d’Islanda, nell’occasione insignita Ambasciatrice Speciale per il Turismo Sostenibile, che ha affermato «There is a direct link between tourism and peace», sono seguiti gli interventi con cui la funzione di conservazione e tutela dei patrimoni artistici, archeologici e ambientali nelle zone colpite da conflitti bellici è stata messa in evidenza dai partecipanti al dibattito nel programma del convegno sul tema della ruolo svolto dal turismo culturale nell’incrementare la prosperità e diffondere e sostenere la pace.

II World Conference TURISMO CULTURALE - E J Reid

A gennaio scorso, IY2017 - auguri di pace cutl’IY2017 – Anno Internazionale per il Turismo Sostenibile – cominciava con alla diffusione del messaggio augurale dell’UNWTO: “May this new year’s journey bring you peace and joy”.

Contemporaneamente, un’accurata notizia diffusa dai sommozzatori sostenitori di Ocean4future –  una campagna per la tutela dell’eco-sistema marino – annunciava il ritrovamento di un “tesoro” scoperto nel relitto di una nave mercantile del IV secolo d.C. affondata nell’antico porto di Cesarea, un sito archeologico nell’area tutelata – il Parco Nazionale –  e una rinomata e frequentata località turistica gestita dalla proprietà – la Rothschild Caesarea Foundation – in collaborazione con le istituzione pubbliche. Un luogo nel “cuore” del Mediterraneo CESAREA Parco Nazionaleche rappresenta una meta d’interesse naturalistico e culturale molto significativa proprio in questo periodo dell’anno, e in quest’anno. Infatti proprio il 2017 trascorso all’insegna dello slogan Travel•Enjoy•Respect e scandito da molti eventi globali e tante iniziative locali che hanno prodotto effetti positivi, si conclude con fatti di cronaca internazionale che destano molte preoccupazioni sul futuro di Cesarea, anche un cittadina nello stato d’Israele. Gli eventi recenti infatti destabilizzano l’ancora precario e instabile, ma faticosamente raggiunto, equilibrio che dopo tanti anni di conflitti e atrocità aveva portato alla tregua nei territori contesi tra coloni israeliani e popolazione palestinese, Betlehem_Church_of_the_Nativitye ciò accade proprio nei giorni in cui tutto il mondo celebra il Natale e lo sguardo di tutti, religiosi e atei, si volge verso la Terra Santa e, soprattutto, alle sue città sante – Betlemme Nazareth e Gerusalemme, che ne costituiscono anche le principali mete turistiche – e Cesarea, una località di rilevanza storica e anche ideale per una vacanza di relax e benessere sulle sponde del Mediterraneo, in una “patria” della Dieta Mediterranea, paese di cui entrambe le cucine – DIVINE FOODpalestinese ed ebraica – sono due tradizionali che, come dimostrano due giovani chef berlinesi e un best-seller gastronomico, possono “convivere” pacificamente a tavola e sono entrambe tipiche.

Cesarea è un luogo “centrale” nel Mediterraneo e dove si sono svolte molte vicende commemorate proprio nel periodo delle festività natalizie. Fin dal III sec. a.C. era un’area di attracco molto importante, un approdo navale che faceva parte dell’esteso dominio marittimo dei fenici e, per il faro la cui costruzione è attribuita al re fenicio contemporaneo di Alessandro Magno denominato Torre di Stratone (Stratonos pyrgos – Στράτωνος πύργος ), l’insediamento è diventato strategico all’epoca dell’Impero Romano in Palestina. Infatti, alla nuova città sorta attorno all’antico porto venne dato il nome di Cesarea in onore di Gaio Ottaviano (raffigurato nella statua), nipote di Giulio Cesare e dal 27 a.C. al 14 d.C. suo successore con il titolo di Cesare Augusto. Durante il suo governo Roma sostenne l’iniziativa di Erode Ascalonita, re della Giudea dal 37 a.C. al 3 d.C. e un sovrano che nella storia d’Israele è detto il Grande perché, stringendo una forte alleanza con i dominatori, diede forte impulso ai commerci nel proprio regno, di cui rafforzò le difese costruendo il palazzo-fortezza Herodion e le roccaforti sui colli di Masada e Macheronte, abbellì la capitale, Gerusalemme, dove restaurandone le rovine ampliò il celebre Tempio di Salomone (qui raffigurato in un bassorilievo in gesso del XVI secolo conservato alla Sinagoga di Casale Monferrato) e le città di Sebaste (prima detta Samaria, dove è sepolto Giovanni il Battista) e Cesarea, dove tra il 22 e il 12 a.C. vennero costruiti un acquedotto e un sistema fognario d’avanguardia e furono edificati abitati civili, anche sontuosi palazzi, un grande tempio, un’enorme arena, un gigantesco ippodromo e l’imponente porto nei cui resti sommersi dei turisti responsabili (sommozzatori e archeologi dilettanti) recentemente hanno trovato questi reperti preziosi che ora arricchiscono il patrimonio del museo locale.

Come decritto da contemporanei e storici, il re Erode che costruì la splendida Cesarea e il suo magnifico porto era un tiranno molto ambizioso, autoritario e tracotante, tanto che non esitò a uccidere chiunque si frapponesse ai suoi piani o sospettasse di tradimento o infedeltà, anche i propri figli, e infatti è rimasto noto come il feroce responsabile della strage degli innocenti (qui raffigurata da Giotto nel ciclo di affreschi alla Cappella degli Scrovegni di Padova), episodio storico di cui riferiscono i Vangeli e che quest’anno è la trama di sfondo nel film di Natale, un cartone animato che racconta le vicende di un asinello e altri animali protagonisti della natività, dell’arrivo dei re magi a Betlemme e della fuga della sacra famiglia in Egitto. Una storia che nei paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia e Spagna, in particolare nei loro territori emblematici della Dieta Mediterranea, viene raccontata con una suggestiva forma raffigurativa, il presepe.

Dalla prima rappresentazione ideata e organizzata da San Francesco d’Assisi nel 1223 a Greccio, un borgo umbro nella provincia di Rieti ai confini con quella di Perugia e molto vicino a Roma – quest’anno in particolar modo perché nella capitale è stata rivolta molta attenzione alle iniziative dell’Anno dei Borghi Italiani, con le statuette nelle chiese e nelle case il presepe descrive i fatti della narrazione evangelica. La rappresentazione classica raffigura un borgo antico molto simile a Betlemme, e anche a Greccio, e un tempo le figure del Bambin Gesù, dei pastori e popolani, degli angeli e cherubini, della stella cometa e dei re magi venivano spostate nella “scenografia”. I protagonisti della storia così si muovevano nell’ambientazione seguendo la trama degli avvenimenti celebrati con le festività che cominciano con l’Avvento, dalla festa dell’Immacolata Concezione fissata all’8 dicembre alla veglia nella notte di Natale, culminano nei giorni dal 25 al 26 o 27 dicembre, che ricordano l’adorazione di pastori e della popolazione al Bambin Gesù, e si concludono con l’Epifania, ricorrenza dell’arrivo dei re magi a Betlemme, che oltre ai simbolici doni per il neonato portarono ai genitori la notizia del pericolo su di loro incombente, la minaccia di Erode.

Dopo la morte di Erode, la Giudea venne suddivisa in quattro più piccoli e dal 6 d.C. Cesarea fu eletta capitale della provincia romana, perciò residenza del procuratore imperiale come, dal 26 al 36 d.C., il celebre Ponzio Pilato, la cui presenza attestata dagli evangelisti nel 1961 è stata confermata dal rinvenimento di una lapide con l’iscrizione che riporta il suo nome e ruolo, un reperto ora conservato ed esposto al Museo di Israele di Gerusalemme. Come documenta l’Enciclopedia Treccani, “Da Cesarea, nel 66 d.C., partì la scintilla che doveva portare alla rivolta dei Giudei contro il dominio romano e quindi all’espugnazione e alla distruzione di Gerusalemme. In quell’anno, infatti, si ebbe una feroce persecuzione degli abitanti Elleni della città contro gli Ebrei, persecuzione alla quale gli Ebrei risposero con la caccia e la strage degli stranieri in Gerusalemme. Vespasiano e Tito accordarono a Cesarea le franchigie di colonia romana. Quando la provincia fu divisa in tre parti, Cesarea fu capoluogo della Palestina I. A Cesarea, che ebbe particolare importanza all’epoca della prima diffusione del cristianesimo e dell’organizzazione della chiesa primitiva“, i Romani tennero prigioniero l’apostolo Paolo “per ben due anni, l’inviarono a Roma, a Cesare, al cui tribunale egli si era appellato” e furono martirizzati molti santi: “Origene venne a cercarvi rifugio presso Panfilo, fondatore di una celebre scuola di teologia e di una biblioteca ricca di ben 30.000 volumi. Eusebio, il celebre storico della chiesa, fu vescovo di Cesarea”. Inoltre, la città ebbe fama all’epoca delle crociate: “quando Baldovino I, re crociato di Gerusalemme, con l’aiuto delle flotte pisana e genovese nel 1101 se ne impadronì, vi trovò molti tesori. Fra questi è da ricordare il cosiddetto Sacro Catino che la tradizione considera il piatto usato da Gesù per consumare l’agnello pasquale durante l’Ultima Cena, una reliquia conservata alla Cattedrale di Genova.

Tra i reperti romani recentemente ritrovati nel fondale marino di Cesarea spiccano due oggetti molto emblematici: una statuetta che rappresenta la dea Luna, un’immagine che, come molte raffigurazioni mettono in evidenza, l’iconografia cristiana ha “assimilato” nelle rappresentazioni della Madonna – in particolare nelle  immagini che mostrano la sua figura come Stella Maris e Assunta in cielo, come nel dipinto a destra, la Madonna di Foligno di Raffaello in esposizione ai Musei Vaticani, e un lume raffigurante il dio del Sole, ovvero l’astro natalis invicti il cui simbolismo è stato “assorbito” nelle celebrazioni cattoliche del Natale, un manufatto a cui è ispirato il lume dell’amore conservato nella di San Zeno a Verona, stella PRESEPI VRcittà dove dall’8 dicembre fino al è in esposizione la RASSEGNA INTERNAZIONALE DEL PRESEPIO NELL’ARTE E NELLA TRADIZIONE  ideata e allestita a cura del project-leader UNESCO Alfredo Troisi.

In tutti questi, solo alcuni dei tanti, “segni”, simboli, emblemi e immagini in questo periodo sono rese evidenti le finalità di eventi, rappresentazioni, cerimonie, manifestazioni ed espressioni con cui in tutto il mondo si diffonde il messaggio di pace dello spirito del Natale che, come annotavamo lo scorso anno, anima la Dieta Mediterranea e, come proclamato in questi giorni a Oman dai rappresentanti di due enti dell’ONU – UNWTO e UNESCO, e di molte nazioni e di tante organizzazioni, aziende e associazioni che operano nei mondi del turismo e della cultura, si infonde e propaga nel mondo tramite il turismo culturale e sostenibile.

L’ANIMA DELLA DIETA MEDITERRANEA NELLO SPIRITO DEL NATALE
TURISMO SOSTENIBILE

 

 

Finalmente anche in italiano il “fondamentale” di Ancel e Margaret Keys

Come annunciato il 18 ottobre scorso dall’editore, SLOW FOOD, che lo ha stampato nella propria collana asSaggi, da adesso nelle librerie è disponibile la traduzione in italiano del testo divulgativo con cui Ancel e Margaret Keys hanno fatto conoscere al mondo la Dieta Mediterranea, i suoi pregi e le sue virtù. copertina A e M KEYS 1975 - USAPubblicato nel 1975 da una casa editrice statunitense e subito un best-seller, universalmente riconosciuto un caposaldo delle scienze alimentari, della cultura gastronomica e della saggistica, il libro che i coniugi Keys scrissero in inglese ha letteralmente fatto il giro del mondo, tranne che in Italia. Mancando la traduzione in italiano, purtroppo il testo fondamentale sulla Dieta Mediterranea, con cui ne è stata per la prima volta espressa e spiegata la definizione e che ne ha diffuso la conoscenza, non è stato divulgato proprio nel paese dove il biologo americano pioniere delle scienze nutrizionali aveva condotto le prime ricerche con convinzioni sorrette dalle preliminari indagini mediche svolte nella calabrese Nicotera. Assistito da molti collaboratori, Prof. Blackburn and Prof .Keystra cui il suo successore alla direzione del Laboratory of Physiological Hygiene all’Università del Minnesota, il professor Henry Blackburn, anche autore di saggi che documentano la storia dell’impressa scientifica intrapresa nel 1958, Keys ha pianificato e diretto studi comparativi in sette nazioni. Infatti, sulle rilevazioni raccolte nel Seven Country Studyda allora continuamente aggiornato, si fondano le dimostrazioni delle idee, ipotesi e teorie di Keys. Conferme che lo scienziato ha dato anche insieme alla moglie Margaret con la loro esperienza diretta e personale: conducendo lo stile di vita della Dieta Mediterranea, Keys ha vissuto a lungo, i proverbiali 100 anni, sempre attivamente impegnato a promuovere e divulgare le loro “scoperte” sull’antica cultura del benessere.

Ancel e Margaret Keys – LA DIETA MEDITERRANEA

Un lavoro attualissimo che fonda le sue radici nel 1952 quando i coniugi Keys appresero di come nelle corsie del Policlinico napoletano non ci fossero pazienti con malattie cardiovascolari. Ancel + Margaret KEYS at workNacque così la ricerca che portò i due ricercatori, fisiologo lui e chimico lei, a stabilirsi nel Cilento: i Keys si resero presto conto di come la Dieta Mediterranea non fosse solamente un fatto di nutrizione ma anche uno stile di vita. Furono gli stessi studiosi a intuire la comunicabilità della scoperta, coniando quel termine che oggi tutti collegano alla longevità, nonostante la parola dieta rischiasse, allora come oggi, di allontanare gli interessati dalla tavola. Questo è anche uno dei motivi per cui la gastronomia mediterranea è stata spesso mal interpretata, guardata con sufficienza dall’alta cucina perché considerata troppo popolare, quasi sempliciotta. Invece, scrivono i due ricercatori, mostrando tutto il loro entusiasmo nell’avventura che li aveva portati a visitare osterie e friggitorie, recensendo parmigiana di melanzane e alici fritte, pasta e fagioli e pizza: copertina A e M KEYS 1975 - SLOW FOOD 2017«La cucina mediterranea ci regala una tale ricchezza di delizie gustative, tante e felici sorprese a tavola, tanto piacere per la gola in piatti che sono per la maggior parte economici e facili da preparare, che meriterebbe di essere esaltata comunque, anche se non esistessero prove della sua straordinaria salubrità».

volume di 591 pagine, formato di cm 13 x 21, rilegato in cartonato con sovracoperta

prezzo di copertina € 18

nello shop on-line della casa editrice è in vendita a € 15,30 e con ulteriore sconto ( € 14,40 ) per i soci SLOW FOOD

appuntamento con il BENESSERE in CONVIVIALITÀ

L'immagine può contenere: 1 persona, bevanda e sMSNel programma di conferenze di BYO – APPUNTAMENTO CON IL BENESSERE a Casale Monferrato, domenica 4 giugno alle 13 si svolgerà un incontro conviviale con GIOVANNA CECCHERINI, che introdurrà la conversazione sul tema Alimentazione salutare: ICH UNESCO Dieta Mediterranea e cucina monferrina con una “stuzzicante” presentazione delle “ricette” di DIETA MEDITERRANEA PER I GLOBAL GOALS.

L’illustrazione di principi e pratiche dello stile di vita che dal 2010 è un Intangible Cultural Heritage UNESCO proprio perché con le tradizioni in produzione, distribuzione e consumo del cibo si tramandano usanze, abitudini e principi etici di reciprocità e condivisione tra le persone e di rispetto e cura della Natura, aprirà il dialogo con il pubblico, invitato a intervenire per confrontare e “amalgamare” le qualità dei “piatti forti” rappresentativi della Dieta Mediterranea con i gusti e sapori dell’enogastronomia del Monferrato, patria di vini celebri, come la Barbera e il Grignolino, il Rouché, il Moscato, il Dolcetto e lo Spumante, e dove la cucina tipica interpreta risotti e paste ripiene – gli agnolotti – e presenta alcune specialità, come la bagna cauda, il bunet e la merenda sinoira – che sono autentica, genuina e originale espressione di antiche consuetudini e oggi buone pratiche di cura per la salute, di convivialità e di sostenibilità.

L’incontro si configura come una “tappa” che scandisce il percorso di ricerche che il team DIETA MEDITERRANEA PER I GLOBAL GOALS svolge nel 2017 Anno Internazionale per il Turismo Sostenibile. sintesi-convivio-in-monferrato-immaginiLo studio comparativo delle peculiarità e similitudini delle tradizioni di Dieta Mediterranea nei differenti territori e nelle diverse epoche e fasi storiche infatti era cominciato nel novembre 2014 proprio con l’esperienza del CONVIVIO IN MONFERRATO. Da questo primo avvicinamento, il team ha condotto analisi di confronto tra stile di vita e sistema di valori della Dieta Mediterranea e tra i valori dell’eredità culturale con principi e pratiche di ECOLOGIA INTEGRALE, teorie e idee espresse nell’Enciclica LAUDATO SI’ di papa Francesco I e i 17 GLOBAL GOALS e le 5 CORE RESPONSABILITIES enucleati dall’ONU rispettivamente nel 2015 con l’AGENDA 2030 PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE e nel 2016 con l’AGENDA FOR HUMANITIES.

Una direzione di ricerche, studi e, soprattutto, esperienze verso cui convergono oggi le attenzioni di molte, sempre più persone, anche nell’ambito del turismo. Come evidenzia il report del III Forum Internazionale sul turismo gastronomico che si è appena concluso in Spagna, in cui gli esperti del settore sottolineano l’importanza della sostenibilità, un “ingrediente” fondamentale delle proposte e attività turistiche, in particolare delle offerte commerciali che esaltano i sapori della cucina tipica locale, principale “biglietto da visita” delle destinazioni turistiche come antiche città d’arte e aree di villeggiatura rurali, marine e montane che sono località emblematiche dell’ ICH UNESCO Dieta Mediterranea e borghi storici e campagne di Langhe, Roero e Monferrato, territori in cui si estende il sito seriale UNESCO Paesaggi vitivinicoli.

unwto - forum TURISMO GASTRONOMICO

A major component of history, tradition and identity, gastronomy has also become a major motivation to visit a destination. According to the 2nd UNWTO Report on Gastronomy Tourism, this tourism segment “offers enormous potential in stimulating local, regional and national economies and enhancing sustainability and inclusion”. Sixteen good practices in Gastronomy Tourism from different countries are showcased in the 2nd UNWTO Report on Gastronomy Tourism, touching on issues such as seasonality, training and innovation, ICT-related initiatives and wine-related itineraries.The publication stresses that in terms of tourist motivations, experiencing gastronomy is now at a similar level to visiting a museum, enjoying music and admiring the architecture of a destination. In this sense, gastronomy tourism has strong potential to improve destination management, promote cultures and contribute to other sectors such as agriculture and food manufacturing. The commitment of gastronomy tourism towards the principles of sustainability has been one of the conclusions of the Forum held in San Sebastian. This includes areas such as poverty reduction, efficient use of resources, environmental protection and climate change, and the protection of cultural values, heritage and diversity.

The engagement of the traveller in these principles through his/her gastronomic experience was also underlined throughout the Forum. The need to develop appropriate policy measures and a strong governance framework was highlighted as a major conclusion. This would facilitate not only the commitment of relevant actors, but also the interaction among them, as well as the development of private-public partnerships. The union between gastronomy and tourism provides therefore a platform to revitalize cultures, to preserve tangible and intangible heritage, to empower communities and to enhance intercultural understanding. These aspects were particularly tackled during the practical experiences included in the Forum, such as a cooking class and farm-to-table dining experiences.

logo-2017-i-y-s-t-wto

una buona “pista”

logo GIRO D'ITALIA 2017 - 100 edOggi, 5 maggio, inizia la 100ª edizione del GIRO D’ITALIA, una competizione ciclistica che insieme agli atleti che si confrontano in gara coinvolge gli sportivi di ogni nazione e appassiona il pubblico italiano e mondiale.

Nella “corsa rosa” si condensano molti valori e il suo spettacolare svolgimento rappresenta l’occasione, e prova, con cui il Belpaese ha l’opportunità di mettersi in mostra. CAMPIONISSIMI - Gerbi Cuniolo Girardengo CoppiAd esempio in Monferrato, nel 2017 una European Community of Sport, l’appuntamento annuale con la gara permette di dare evidenza alle tradizioni che lo hanno reso patria dei Campionissimi protagonisti di grandi imprese ciclistiche e un territorio in cui la pratica del ciclismo ha dato impulso ad attività artigianali, industriali e imprenditoriali, anche nel settore turistico e in questo ambito attualmente con propensione alla sostenibilità.

All’anniversario del centenario, i riflettori del Giro d’Italia sono puntati sulle qualità espresse dal binomio ambiente e cucina: contemporaneamente al tour ciclistico, in città e paesi che ospitano la “carovana” dei corridori e dei tecnici, dirigenti, osservatori e giornalisti si svolge il GIRO GOLOSO, una rassegna gastronomica organizzata da La Gazzetta dello Sport in collaborazione con Eataly. Sulle pagine del quotidiano vengono date notizie e segnalazioni, come il “salume del giorno” e il consiglio di Bell’Italia sui luoghi più affascinanti da visitare, e nella sezione dedicata sul sito ogni mattina viene pubblicata una video-ricetta. GIRO D'ITALIA - GIRO GOLOSO mappa tappeIn concomitanza con la partenza del Giro d’Italia, il 5 maggio dalla Sardegna, Roberto Petza fa assaporare orziadas croccanti e tallutzas con ragù di gamberi. Mentre i ciclisti scaleranno l’Etna, si assaggeranno arancini di riso, a Messina si gusterà la spigola in crosta di sale, in Calabria saranno proposti gli spaghetti con la ‘nduja, in Puglia saranno preparate le orecchiette… e passando dall’Emilia Romagna, patria dell’alta cucina italiana, il tour gastronomico presenterà le specialità piemontesi, l’ossobuco lombardo e i canederli altoatesini. Ogni piatto tipico sarà accompagnato dal vino locale, come il Sagrantino che nasce nei vigneti che si ammirano nella tappa Foligno-Montefalco della “corsa rosa”.

Quindici chef di tutta Italia, custodi della nostra tradizione unica, prepareranno cento ricette, le specialità di ogni territorio attraversato dalla corsa rosa – annuncia la redazione della Gazzetta dello Sport – Curiosando tra le imprese di Nibali o Quintana potrete così immergervi nei consigli sulle prelibatezze di ogni regione, a cura di chef stellati e cuochi delle osterie Slow Food, che sveleranno il proprio legame, quasi sentimentale, con i piatti proposti. E il rapporto di quei prodotti con il territorio.

I nostri fantastici cuochi sono prima di tutto dei grandi artigiani e in bici si possono scovare le migliori osterie – osserva Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, che segue la gara fin da quando da bambino guardava ogni tappa in tv con il proprio nonno – I paesaggi italiani sono un meraviglioso esempio di biodiversità e il Giro li attraversa tutti, è il più grande spot del nostro paese nel mondo. La corsa mostra le nostre montagne, le colline, le pianure e passa in città grandi e piccole facendoci sentire tutti uniti attraverso il comune apprezzamento del bello.

TURISMO E SPORT

TURISMO SOSTENIBILE

pic-iy2017-formula-dm-x-turismo-c6-e2-%e2%88%9a-b3-h3

L’anima della Dieta Mediterranea nello “spirito del Natale”

Gli antichi cerimoniali del solstizio d’inverno celebrati dalle civiltà mediterranee, le festività natalizie, si sono diffusi in tutto il mondo, dove vengono celebrate all’unisono.

Il fascino del Natale infatti è generato dall’atmosfera che si propaga con i suoi rituali: le decorazioni e gli addobbi illuminati, lo scambio di doni e le riunioni conviviali tra parenti, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola, membri di associazioni e concittadini e compaesani.

Nella sua definizione di ICH – eredità culturale immateriale, l’UNESCO specifica che la Dieta Mediterranea è lo stile di vita che nelle civiltà mediterranee è conformato da tradizioni di convivialitàorologio-calendariodalle abitudini quotidiane alle cerimonie e celebrazioni, tante usanze tramite le quali la vita sociale trascorre in modalità organizzate e fluidamente scandite al ritmo del ciclo di riti fissati in date e orari precisi.

In particolare le festività religiose che scandiscono il calendario con eventi programmati in corrispondenza alle fasi del ciclo biologico dell’ecosistema nei paesi intorno al mare tra le terre, 4-stagioni-ravennacioè – come rappresenta il mosaico raffigurante la DANZA DEI GENI DELLE 4 STAGIONI che adorna la Domus dei Tappeti di Pietra – al ritmo del ciclo di fenomeni climatici, atmosferici e ambientali che scandiscono lo scorrimento della vita della natura nel mondo mediterraneo (*) .

4-stagioni-arcimboldoCome dice il proverbio e come Arcimboldo ha illustrato nella celebre serie di dipinti, ogni stagione ha i propri frutti e, finché l’alimentazione si è basata principalmente sul consumo dei doni della natura, nei paesi mediterranei ci si saziava quando ad ogni stagione la terra ne produceva abbondanza… e Natale poteva essere celebrato con i tradizionali riti e banchetti.

Nella descrizione e definizione UNESCO della Dieta Mediterranea, nelle testimonianze e ricerche di Giovanna Ceccherini e nelle osservazioni di Silvana Bosi è messo in evidenza che le donne hanno un ruolo preminente come custodi delle tradizioni di convivialità delle civiltà mediterranee proprio perché nella cucina domestica, per millenni mansione e ambito esclusivamente femminili, si tramandano la conoscenza delle ricette per la preparazione dei cibi “speciali” con cui imbandire la tavola delle feste, le specialità gastronomiche delle località emblematiche della Dieta Mediterranea.

Nella variegata moltitudine di piatti e menu tipici della cucina regionale italiana, per il cenone delle vigilie e i pranzi di Natale, Santo Stefano e Capodanno pandoro-panettone-cutpredominano le paste ripiene asciutte e in brodo, pesce e anguilla, cappone e carni bollite e i dolci, in particolare i pani dolci come i celebri panettone milanese e pandoro veronese.

> tradizioni gastronomiche del Natale in Italia : LA CUCINA ITALIANA ∼ IL FATTO QUOTIDIANO ∼ RICETTE ON-LINE

monfhrssagnolotti : il natale all’insegna dei global goals

logo-dm-nicoteraLA VIGILIA DELLE 13 COSE  – Cena di Natale a Nicotera

Ai pasti serali i commensali si intrattengono nella lunga attesa della mezzanotte – a Natale l’ora in cui comincia la messa e a Capodanno il momento in cui si festeggia brindando. Nella veglia di Natale, con il sontuoso cenone a base di pesce, presso i popoli indoeuropei simbolo di fecondità e di saggezza e nel cristianesimo ideogramma che rappresenta il Cristo. In molti menu regionali italiani il piatto forte delle feste di Natale e Capodanno è l’anguilla, soprattutto femmina – il capitone, che rievoca il serpente, nelle culture pagane animale emblematico del Sole Nascente.

RITI E SIMBOLI DEL NATALE

> natale, una festa universale

DIETA MEDITERRANEA - stile di vita

( * ) Nel mosaico proveniente da Cartagine conservato al Museo del Bardo di Tunisi al centro è raffigurata la villa signorile di cui probabilmente era un decoro e attorno ad essa una tematica frequente rappresentata nei mosaici pavimentali, le QUATTRO STAGIONI4-stagioni-mosaico-africaillustrate con scene emblematiche delle attività svolte durante l’anno nei possedimenti e dintorni della dimora – agricolturaallevamentocacciapesca – e i prodotti alimentari tipici di ciascun periodo: in alto a sinistra, in INVERNO la signora riceve in dono olive e animali da cortile; in alto a destra, in ESTATE due pastori custodiscono un gregge; in basso a sinistra in PRIMAVERA la padrona di casa riceve in dono fiori e pesce fresco; in basso a destra, in AUTUNNO la consegna al signore di un cesto d’uva e selvaggina.

DM a tavola

LEGUMI : seminario 2016

international-year-of-pulses-faoColtivare SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE, il convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali e dal Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute” dell’Università di Pisa, è un evento nel calendario FAO dell’Anno dei Legumi.

La coltivazione dei legumi è radicata nel bacino del Mediterraneo da sempre. Per millenni lenticchie, ceci, fave, fagioli e cicerchie hanno costituito la base dell’alimentazione, diventando sempre più presenti nelle religioni, nella letteratura, nell’arte pittorica e persino nel cinema. Dopo un drastico calo del consumo nel secondo dopoguerra, a favore delle proteine di origine animale, oggi i legumi sono tornati in auge per le loro indiscusse proprietà salutistiche, conquistando un posto d’onore nella dieta mediterranea (atta a contrastare obesità e a prevenire malattie croniche, come diabete e disturbi coronarici), ma anche nei più raffinati menù. Essi sono anche una buona riserva di elementi minerali e di vitamine essenziali. Inoltre, sotto il profilo ambientale, le leguminose sono preziose azotofissatrici e contribuiscono alla fertilità dei suoli.

Giornata di studi LEGUMI, SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE – nel programma, in svolgimento venerdì 2 dicembre dalle 9 alle 17, sono proposti gli interventi :

  • LEGUMINOSE ED ETNOBOTANICA, Paolo Emilio Tomei
  • RECUPERO E VALORIZZAZIONE DI SPECIE E VARIETÀ LOCALI DI LEGUMI, Mario Macchia
  • I LEGUMI NELL’ARTE, Federico Tognoni
  • “CADERE A FAGIOLO” E ALTRE ESPRESSIONI A BASE DI LEGUMI, Giacomo Lorenzini
  • IL MERCATO NAZIONALE DEI LEGUMI, Duccio Caccioni
  • STORIA SOCIALE DEI LEGUMI, Maurizio Tuliani
  • ALLE RADICI DELLA NUTRIZIONE, L’AZOTOFISSAZIONE SIMBIOTICA DELLE LEGUMINOSE COME PARADIGMA DI SOSTENIBILITÀ DEL NOSTRO ECOSISTEMA, Andrea Squartini
  • IL MIRACOLO DELLA TORTA DI CECI, Paolo Ciolli
  • PROPRIETÀ NUTRIZIONALI E NUTRACEUTICHE DI ANTICHE VARIETÀ DI LEGUMI, Annamaria Ranieri
  • PIÙ LEGUMI, MENO DIABETE, Piero Marchetti
  • LEGUMI E PROTEINE VEGETALI: ALIMENTI PROTETTIVI IN GASTROENTEROLOGIA, Nicola De Bortoli
  • IL FAGIOLO ZOLFINO COME CIBO FUNZIONALE CONTRO LE COMPLICANZE DEL DIABETE, Umberto Mura
  • LEGUMI E CONTROLLO DEL PESO CORPOREO, Jacopo Vitti

La partecipazione è gratuita, previo accredito all’e-mail nutrafood@unipi.it

informazioni : tel. 0502216085 –  0502216090 / info on-line

Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali

via del Borghetto 80 – PISA

LEGUMI : la prima ricetta di Dieta Mediterranea per i Global Goals

piramide-dieta-mediterraneaNelle più recenti versioni della piramide alimentare – lo schema elaborato nel 2009 alla III Conferenza Internazionale del CIISCAM e la doppia piramide elaborata dal BCFN – i semi nutrienti per un futuro sostenibile sono alla base dell’alimentazione salutare e della salvaguardia ambientale. Infatti i legumi sono un pilastro fondamentale del tempio della Dieta Mediterranea, prima raffigurazione delle tradizioni e abitudini alimentari e dello stile di vita descritti the-benevolent-bean-m-e-a-keys-1972dal nutrizionista americano a cui è tributato il merito della loro ‘scoperta’ e della dimostrazione scientifica della loro validità ed efficacia. Proprio nelle due opere divulgative dei risultati dello studio – il Seven Countries Study – Ancel Keys insieme alla moglie Margaret nel 1972 aveva pubblicato un testo interamente dedicato ai benefici dei legumi.

 I bisi di Leonardo ∼ Il fagiolo verdòn ∼ Attività ludo-didattica

dieta mediterranea e i GLOBAL GOALS

infografica-iyp-fao