TRADIZIONI E INNOVAZIONE

logo UNESCO ICHNella definizione della DIETA MEDITERRANEA come un ICHIntangible Cultural Heritage, un’eredità iscritta nel catalogo di patrimoni dell’umanità, l’UNESCO ha messo in particolare evidenza che il suo insieme di tradizioni forma un “complesso” di beni comuni la cui esistenza è minacciata dalla scomparsa delle abitudini e consuetudini – lo stile di vita – con cui si tramanda. In particolare, il metodo di applicare i principi del suo sistema di valori nelle pratiche quotidiane e nelle tecniche della produzione agroalimentare e artigianale: calendario-2017-dm-x-ggdalla coltivazione di cereali, ortaggi e frutta, dall’allevamento, dalla pesca alla caccia alla cucina domestica e gastronomia tipica territoriale, delle collettività nel proprio habitat, dalla fabbricazione di utensili e accessori all’organizzazione di riti conviviali che scandiscono l’ordinaria vita quotidiana familiare e comunitaria e degli straordinari “eventi speciali” fissati a calendario, tante e variegate cerimoniecelebrazioni e feste.

Il sistema di valori della Dieta Mediterranea è formato da principi e modelli, un paradigma etico-pratico fondativo della norma e basato sulla regola che ogni attività umana produca benefici salutari e di benessere e prosperità per ciascun individuo, ogni collettività e tutta l’umanità con effetti positivi nell’immediato e buone ricadute “a lungo termine”, nella lungimirante prospettiva oggi delineata dalle teorie del progresso e i modelli d’avanguardia della ECOLOGIA INTEGRALE e dello SVILUPPO SOSTENIBILE.

Per le antiche tradizioni della Dieta Mediterranea, che come sottolinea l’UNESCO rischiano di scomparire perché abbandonate e dimenticate dai loro eredi, le comunità emblematiche, devono essere trovate modalità di tutela conservativa tramite la pratica, ovvero con la loro innovazione.

libro-bianco-dm-crea-mipaaf-fronte-cutCome evidenziato nel LIBRO BIANCO pubblicato nel 2016 a cura degli italiani CREA e MIPAAF, per la propria salvaguardia la Dieta Mediterranea deve riuscire ad adeguarsi al presente. Il testo offre tanta documentazione, molti spunti di analisi e una serie di suggerimenti per la sua ri-vitalizzazione. Proprio prendendo ad esempio il “caso” italiano, principale oggetto di indagine del LIBRO BIANCO,  si osserva che il Belpaese è talmente ricco di tante eredità di Dieta Mediterranealibro-bianco-dm-crea-mipaaf-retroproduzioni agroalimentari e artigianali, tradizioni di cucina, medicina e benessere, ritualità… – che la loro catalogazione è praticamente impossibile. Inoltre, che è difficile superare l’impasse dell’autocompiacimento o della fascinazione per ogni forma di pittoresco folclore, mentre serve (è utile e necessario) determinare quali elementi culturali sono distintive, autentiche, originali e genuine espressioni dell’ICH UNESCO Dieta Mediterranea.

Inoltre, poiché i concetti di tradizione e innovazione sono antitetici, per tutelare l’esistenza, la sopravvivenza e il futuro della Dieta Mediterranea bisogna capire come, su quali basi teoriche e con quale metodo e criterio, salvaguardare o recuperare tecniche di produzione, abitudini di consumo e usanze sociali e, quindi, aggiornarle modificando la loro estrinsecazione – cioè nella loro interpretazione, rappresentazione, espressione, manifestazione e applicazione  – senza snaturarne le caratteristiche sostanziali e, così, senza svilirne le qualità e, soprattutto, senza enfatizzarne demagogicamente le valenze e così sminuirne i contenuti valoriali, ovvero il valore di eredità culturale immateriale, cioè di bene comune intangibile, sostanziato nella propria essenza concettuale, astratta e, in quanto tale, artificiale di ideale “intoccabile”, che non deve essere sciupato, sprecato, usato male o a sproposito, che non deve venire  dissacrato.

INNOVARE LE TRADIZIONI DI DIETA MEDITERRANEA

Dal nostro studio PARLA COME MANGI – una ricerca ermeneutica su caratteristiche e proprietà intrinseche della Dieta Mediterranea – emerge che per tramandarne i valori e le pratiche è richiesta una particolare cura: trovare nel suo paradigma gli strumenti con cui superare le barriere che, separandole e chiudendole nelle ristrettezze dell’auto-referenzialità, disgregano le comunità eredi emblematiche ) della Dieta Mediterranea, località e società in cui si è sedimentata la civiltà mediterranea, una cultura formata da scambi intercorsi per molti secoli, anzi millenni, e che non è statica e omogenea, bensì evolutiva, sincretica e trasversale, un patrimonio di conoscenze e pratiche diffuse e condivise tra molte etnie, collettività e persone di molteplici nazioni, regioni, territori e città.

Dal riconoscimento e dalla considerazione della Dieta Mediterranea come un’eredità culturale, per la sua tutela è necessario sfuggire alla “tentazione” di sfruttarne pregi e virtù nella logica della cosiddetta valorizzazione commerciale. Piuttosto è utile investire impegni e risorse nella ricerca per l’emersione e l’elevazione delle buone pratiche tramite le quali la Dieta Mediterranea viene attuata e con cui se ne fa utile impiego. Il suo stile di vita infatti può essere tramandato e rigenerato in molti modi, meglio se con aderenza ai valori originari – al suo sistema di valori – e adeguando le sue applicazioni alle realtà contingenti. logo-dm-x-gg-fioreCon gli studi che stiamo conducendo abbiamo confrontato il suo paradigma alle teorie di ECOLOGIA INTEGRALE, alle idee esposte nell’Enciclica LAUDATO SI’ e agli obiettivi – GLOBAL GOALS – enucleati nell’AGENDA 2030 per lo sviluppo sostenibile – e nel programma dell’Anno Internazionale del TURISMO SOSTENIBILE.

Con le ricerche abbiamo anche osservato che in certe situazioni l’idea della ri-vitalizzazione  indirizza una concezione restaurativa della Dieta Mediterranea che preclude alle possibilità di risolvere alcune inevitabili incongruenze e incompatibilità dei retaggi del passato nel presente. Non solo: come evidenziato nello studio, parallelamente alla impraticabilità di resuscitare alcune tradizioni e usanze, si pone la questione della non convenienza e addirittura del rifiuto etico di salvarne alcune, cioè consuetudini ingiuste e mentalità immorali. Un esempio lampante è dato proprio dalle realtà italiane della Calabria, Campania e Sicilia, le regioni che detengono il “primato” di territori delle principali comunità emblematiche della Dieta Mediterranea, in cui le antiche tradizioni sono anche degenerate, quali l’assoggettamento delle donne, una prevaricazione che la modernità ha contrasta e supera con l’emancipazione femminile, e l’innesto della criminalità organizzata nei gangli delle collettività, il cui radicamento economico, politico e culturale impegna la società civile in una strenua battaglia per l’affermazione dei diritti contro le sopraffazioni.

Perciò riteniamo preferibile indirizzare le nostre ricerche verso la attualizzazioneovvero all’innovazione delle tradizioni, cioè sullo studio della forma evolutiva propria del sistema di valori fondativo dello stile di vita “tipico” della cultura e civiltà cui fa riferimento UNESCO nella definizione dell’ICH Dieta Mediterranea. In particolare, ci sembra utile,  oltre che necessario, condurre le analisi facendo sempre riferimento alle concezioni etiche, filosofiche e scientifiche che costituiscono il nucleo fondativo dell’ICH UNESCO Dieta Mediterranea. Tante idee e conoscenze sul benessere (come sull’uso alimentare e farmacologico di erbe e piante, su cui abbiamo condotto una ricerca), dalla cui propagazione nel mondo “classico” dell’antichità si è originato lo stile di vita che accomuna le popolazioni di territori, città, regioni e nazioni sulle sponde del Mediterraneo. Inoltre le moderne teorie e dimostrazioni scientifiche che, con la ricerca avviata dall’americano Ancel Keys nella seconda metà del XX secolo, hanno posto le basi per la rivalutazione e l’avvaloramento della Dieta Mediterranea come un patrimonio di saperi e consuetudini, una forma mentis, come è oggi concepita nella sua descrizione di eredità culturale come nel testo della sua iscrizione nel registro UNESCO dal 2010 e nel 2013, una definizione a cui è utile, oltre che necessario e doveroso, attenersi rigidamente e scrupolosamente. logo UNESCO ICHDa questo riconoscimento infatti discende il valore della Dieta Mediterranea come patrimonio dell’umanità e la conseguente importanza affinché siano promossa e sostenuta la sua tutela, una cura affidata soprattutto alle comunità emblematiche che ne  possiedono la conoscenza.

In questa prospettiva, per la salvaguardia della Dieta Mediterranea bisogna anche abbattere gli ostacoli posti dall’attuale assetto economico, politico e sociale, interferenze e limitazioni che impediscono alle collettività locali di disporre proficuamente delle proprie risorse territoriali e inoltre che ne pregiudicano la convivenza pacifica nel contesto geo-storico e ambito socio-culturale mediterraneo. Infatti, anziché attori dotati di consapevolezza socio-culturale e conoscenze storico-scientifiche con cui interagire pariteticamente e confrontarsi proficuamente, valutando se stessi e venendo valutati dagli altri con parametri ponderanti le qualità delle proprie attività e produzioni, i territori ora sono soggetti politico-amministrativi che operano nel mercato economico soggiacendo alla mano invisibile che regola gli scambi commerciali con logica capitalistica, commisurando redditività e profitti in termini quantitativi e su basi finanziarie anziché in rapporto al vantaggio del benessere collettivoformula-happy-planet, che invece è presupposto nel sistema di valori della Dieta Mediterranea… e può essere “calcolato”, per esempio con l’indicatore Happy Planet Index.

Come messo in evidenza nella definizione di ICH dall’UNESCO, nel LIBRO BIANCO curato dagli italiani CREA e MIPAAF e in molti studi, tra cui il nostro IL CIBO ALLA BASE, tutte le pratiche di Dieta Mediterranea sono attuative del suo paradigmatico sistema di valori che si concretizza nel e con il fondativo stile di vita, che è fondato su e plasmante di abitudini alimentari salutari, ovvero su e di metodologie delle tecniche di produzione e delle modalità di consumo delle tante e variegate risorse naturali indispensabili per la sopravvivenza umana, dalle derrate agroalimentari all’acqua e persino l’aria, ogni materia e materiale a disposizione nel pianeta, in particolare nell’eco-sistema mediterraneo, un ambiente geografico e habitat biologico molto complesso e tanto fragile. Quindi tante “cose”, addirittura “tutto”… e  perciò “niente”.

La Dieta Mediterranea infatti non è un “oggetto”, bensì un “bene”, un patrimonio culturale e un’eredità immateriale – Intangible Cultural Heritage – che, come le religioni, filosofie e ideologie, “vive” nelle società, cioè nelle delle persone che la compongono, e fisicamente “sta”, risiede “connaturato”, nelle loro menti: uomo-vitruviano-e-dmnelle mentalità sociali, ovvero nella forma mentis e nell’immaginazione umana che, come suggeriscono alcuni dogmi e molte teorie e come evidenziato da Edgar Morin, è “trinitariamente” individuale, sociale e storica.

Perciò riteniamo che per tramandare e innovare le tradizioni di Dieta Mediterranea sia indispensabile soprattutto la competenza comunicativa, una perizia che si apprende e affina con la conoscenza del suo sistema di valori e delle e con la pratica del suo stile di vita con l’esperienza della cucina degli ingredienti delle sue ricette: agricoltura, gastronomia, medicina, tecnologia, artigianato, arte,… e – particolarmente – storia, filosofia, linguistica e semantica.

PARLA COME MANGI
esempi di innovazione delle tradizioni

info-slide-dm-olimpiadi-dieta-e-xeniaTra i molti “casi” in cui e con cui vengono innovate le tradizioni di Dieta Mediterranea che abbiamo analizzato, nell’analisi delle buone pratiche di TURISMO SOSTENIBILE ci siamo soffermati quello “esemplare” delle OLIMPIADI, info-slide-dm-7cs-balckburnattualizzazione dell’antica consuetudine in cui si esprimeva la sintesi di tutte le idee fondamentali della civiltà – e dieta – mediterranea, e il suo modello socio-economico: dalle concezioni di salute, benessere e prosperità ai concetti di reciprocità e rispetto e dalle pratiche di ospitalitàconvivialità all’ideale di progresso nella convivenza pacifica che accomunavano le popolazioni mediterranee. La “rigenerazione” delle Olimpiadi ci sembra di particolare rilievo perché ha avuto un successo globale, dalla prima edizione moderna, la manifestazione organizzata da Pierre de Coubertin nel 1896 ad Atene, la quadriennale competizione sportiva coordinata dal COI – Comitato Olimpico Internazionale ban-ki-moon-sport_catalizza l’attenzione mondiale con coinvolgimento partecipativo anche per gli spettacoli organizzati e per le iniziative promosse nelle occasioni, in particolare la staffetta con cui la fiamma olimpica viene portata alle sedi di gara nella torcia emblema della tregua olimpica, la sospensione di ogni conflitto bellico durante il periodo di svolgimento delle gare sportive.

convivio-in-monferrato-con-sapere-saporiCome icona rappresentativa delle concezioni teoriche a cui fare riferimento e delle competenze comunicative che sono strumenti e “utensili” di innovazione della Dieta Mediterranea abbiamo trovato molto adatta la figura delle posate a forma di vecchie chiavi realizzate dall’azienda design italiana Seletti, che nel 2014 ce ne aveva concesso l’utilizzo come oggetti-simbolo dell’evento CONVIVIO IN MONFERRATO.

sintesi-convivio-in-monferrato-immaginiSono infatti “posate chiavi-dei-territori“, ovvero che – come le simboliche chiavi-delle-città e le metaforiche parole-chiave – aprono le porte delle località emblematiche e delle loro cucine e dispense, dei loro archivi di ricette, cioè dei loro scrigni contenitori di esperienze, conoscenze ricordi e reminiscenze, i molti luoghi reali e “immaginari” in cui si conserva il genius loci e dove le comunità tutrici, oggi composte dai residenti in loco e anche tante persone altrove nel mondo e sparpagliate nel villaggio globale, preservano il patrimonio universale, un bene comune, dell’intangibile eredità culturale – ICH UNESCO – Dieta Mediterranea.

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una riflessione necessaria

Il complesso di elementi che costituisce l’intangible cultural heritage ( ICH ) UNESCO Dieta Mediterranea conformano un sistema di valori e plasmano uno stile-di-vita basati e originati da esperienze e conoscenze di epoche molto remote – Antichità  e Medio Evo – e con riferimento a concezioni e credenze e al concetto di progresso di allora …

… oggi un paradigma di principi teoretico-pratici molto attuale, perché applicativo delle idee di sviluppo sostenibile e delle più recenti elaborazioni di umanesimo, bio-economia ed ecologia integrale. Tale effetto fenomenale (fenomeno storico-sociologico) si determina poiché, basandosi su esperienze e riscontri scientifici, la Dieta Mediterranea introietta una prospettiva etica plasmante una forma mentis con il compimento, dal concepimento alla realizzazione, delle azioni umane – abitudini personali quotidiane, consuetudini collettive e usanze comunitarie – indirizzate allo scopo di ottenere un concreto miglioramento delle condizioni di vita e salute tramite un accrescimento di benessere individuale e sociale procurato e prodotto in sintonia e simbiosi con l’ambiente esterno, la Natura.

Recepita dalla descrizione della Dieta Mediterranea nel catalogo ICH-UNESCO, questa sua definizione non è sempre rispecchiata dalla sua rappresentazione nell’immaginario collettivo e in molti ‘luoghi comuni’. Ad esempio, nonostante in realtà non ne esista effettivo riscontro, nell’idea diffusa che la Dieta Mediterranea sia omogeneamente comune alle popolazioni che abitano le sponde del Mediterraneo, che consista in una tradizione gastronomica e che si esprima con forma di ‘eccellenza’ nella cucina tipica italiana.

Perciò è utile precisare l’esatta definizione del termine lessicale e dei concetti cui il sostantivo e l’appellativo DIETA MEDITERRANEA  fanno riferimento e sono connessi, con descrizione del suo significato come SdV ~ sistema di valori / stile-di-vita; illustrazione della sua accezione come paradigma etico e scientifico-culturale con cui si valutano le qualità di bontà e bellezza di azioni e produzioni individuali e sociali in rapporto alla loro efficacia; analisi della sua incommensurabile valenza come patrimonio culturale ICH-UNESCO.

PARLA COME MANGI

INDICESINOSSI

modelli ed esempi di INNOVAZIONE DELLE TRADIZIONI

AGRICOLTURA e ARTIGIANATO
ambientE E SOCIETÀ
arte e CULTURA
CUCINA / GASTRONOMIA E RISTORAZIONE
EDUCAZIONE / FORMAZIONE ∼ ISTRUZIONE
MEDICINA e SALUTE

UPO

http://multiblog.uniupo.it/eventi/scienza-e-ricerca/multi2hycat-presentato-ad-alessandria-il-progetto-da-5-milioni-coordinato

http://www.alessandriamagazine.it/dettaglio.asp?id_dett=30135

 TURISMO
TRADIZIONI E INNOVAZIONE

SINOSSI

PARLA COME MANGI

Un concetto astratto, pertanto nella descrizione ICH-UNESCO intesa come ‘bene immateriale (ICH )’, la Dieta Mediterranea è costituita da un complesso formato da più elementi culturali di vario ‘genere’ (storico-sociologici, scientifici, tecnologici, agroalimentari, artigianali, economici, religiosi,…) e di ‘tipo’ etnografico tra loro collegati prevalentemente in riferimento all’alimentazione, ovvero alla sfera essenziale dell’esistenza umana in quanto aspetto vitale per ogni singolo uomo come essere vivente e per l’umanità come ‘genere’ (specie animata, o ‘animale’) e come società, in relazione alla nutrizione come fonte di benessere, primario e finale obiettivo etico e pratico e come fulcro della vita culturale individuale e sociale   (…)   anche il ‘vocabolario’, il linguaggio in cui si sostanzia e con cui prendono forma il suo sistema di valori che ne modella la pratica e il suo stile-di-vita tramite il quale si concretizza. DIETA MEDITERRANEA - stile di vitaNella sua tradizione metodologica si originano infatti parole che, come cura, cultura, campo, ramo, semiotica, seminario, dispensa e ricetta, sono comuni a lingue e dialetti popolari, perciò ‘luoghi comuni’, e a linguaggi scientifici, soprattutto agricolo e medico. Vocaboli pluri-sensoriali, i cui ‘doppi sensi’ ermeneutici storico-geografici e multipli significati sinestesici, estetici e tecnici, si colgono nell’interpolazione dei codici interpretativi, ovvero in parole e locuzioni che, nella propria struttura espressivo-comunicativa del paradigma teoretico-pratico, la Dieta Mediterranea articola in molti dizionari: etico, scientifico, artistico … anche gastronomico. Tra le moltissime e variegate, anche una  particolarissima colorita e curiosa espressione di cultura del benessere radicata nella tradizione popolare italiana – PARLA COME MANGI.

Maddalena L. M. Brunasti e Giovanna Ceccherini, 29 febbraio 2016

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