Una data memorabile

La GIORNATA INTERNAZIONALE dedicata alle DONNE RURALI è stata istituita dall’ONU nel 2007 a riconoscimento del “ruolo chiave delle donne rurali nel promuovere lo sviluppo rurale e agricolo, contribuendo alla sicurezza alimentare e allo sradicamento della povertà rurale”.

Viene celebrata nella data del 15 OTTOBRE, fissata nel calendario in concomitanza con la ricorrenza della settimana di iniziative svolte in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, celebrata il 16 OTTOBRE, un periodo che comprende anche la Giornata internazionale per lo sradicamento della povertà, che “cade” il 17 ottobre.

Le sue finalità perseguono gli obiettivi, interconnessi tra loro, di priorità strategica nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e trasversali nei 17 GLOBAL GOALS, in particolare l’incentivazione delle produzioni agricole sostenibili.

Il comunicato della rappresentanza italiana all’ONU sottolinea che

Le donne rurali, la maggior parte delle quali per il proprio sostentamento dipende dalle risorse naturali e dall’agricoltura, rappresentano oltre un quarto della popolazione mondiale. Esse sono protagoniste attive dello sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile dell’intero pianeta. Nei paesi in via di sviluppo, le donne rurali rappresentano circa il 43 per cento della forza lavoro e producono la maggior parte del cibo disponibile, ricoprendo  così un ruolo primario per la sicurezza alimentare.

e la definizione di DIETA MEDITERRANEA nell’elenco di ICH UNESCO mette in evidenza il ruolo delle donne “fondamentale nella trasmissione delle conoscenze”:

they safeguard its techniques, respect seasonal rhythms and festive events, and transmit the values of the element to new generations

dm-panel

Nel 2018 – Anno del TURISMO Europa-Cina

logo 2018 EU-China Tourism Year cut

Emblematicamente, l’inaugurazione del programma di eventi e  iniziative con cui migliorare i rapporti di collaborazione e intensificare gli interscambi dei flussi turistici tra l’Europa e la Cina si è svolta a VENEZIA, la città di MARCO POLO.

 

Nel 1271 il giovane Marco (secondo diverse fonti tra i 12 e i 19 anni) seguì il padre Niccolò e lo zio Matteo nel loro secondo viaggio in Catai. Attraversando l’Asia in tre anni e mezzo, i Polo raggiunsero Khanbaliq, l’odierna Pechino, dove Marco venne nominato consigliere dell’imperatore Kubilai Khan e, come suo ambasciatore, compì missioni nello Yunnan, inoltre in Tibet, Birmania e India. Dopo 17 anni di permanenza in Cina, e 24 dalla partenza, i tre italiani fecero ritorno a Venezia, dove arrivarono nel 1295.

IL MILIONE - miniatura

In seguito, nel 1298, Marco Polo venne catturato dai genovesi mentre era a bordo di un veliero della flotta veneziana sconfitta dai genovesi in una battaglia navale sull’Adriatico, e nei 14 anni di prigionia raccontò dei propri viaggi in Asia e della propria vita in Cina al pisano Rustichello, che raccolse le testimonianze in un resoconto in lingua d’oïl diventato celebre con il titolo de Il Milione – la cui trascrizione più antica rimasta è il Livre de Marco Polo citoyen de Venis, dit Million, où l’on conte les merveilles du monde conservato alla Biblioteca Nazionale francese (fonte originale).

Il testo ispirò Cristoforo Colombo a compiere la memorabile impresa e MAPPAMONDO di Fra Mauro - 1450le descrizioni dell’Asia di Marco Polo attorno al 1450 furono riportate in un planisfero, il Mappamondo di Fra Mauro conservato alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, il cui disegno cartografico composto su pergamene incollate a un supporto ligneo è  corredato da quasi 3000 iscrizioni – toponimi e note storiche e geografiche – e raffigura il mondo come era visto e conosciuto dagli europei nel XV secolo, quando viaggiare era un’avventura verso l’imprevedibile.

Oggi invece riusciamo a calcolare esattamente le distanze e a raffigurare mappe che mostrano la realtà con precisione, anche dettagliate con molte indicazioni e informazioni e, nelle più recenti versioni digitali, approntate con funzionalità di ricerca che permettono di orientarsi, inoltre raggiungere la destinazione desiderata seguendo le istruzioni e persino di approfondire la conoscenza delle località e di individuare e contattare alberghi, ristoranti, bar e servizi di assistenza turistica.

Eppure un viaggio in Cina per gli europei e in Europa per i cinesi è ancora un’avventura… in particolare per globe-trotters e turisti “fai da te” in vacanze esplorative e per professionisti e periti nelle trasferte con tragitti complicati e soggiorni impegnativi e faticosi. Come evidenziato dai più esperti operatori di settore, le distanze che separano i paesi europei e la Cina oggi sono soprattutto culturali: lingue e scritture tanto differenti che rendono impossibile comunicare e abitudini tanto diverse che rendono difficile comprendersi a vicenda. Molti ostacoli possono venire rimossi tramite accordi tra le nazioni, come quello di cooperazione Italia-Cina siglato dalle rispettive rappresentanze in occasione dell’incontro a Venezia per l’appuntamento sino-europeo, e – soprattutto – con un approccio di avvicinamento reciproco, cioè tramite la ricerca, l’emersione e la divulgazione delle conoscenze sulle tante, anche “piccole”, cose in cui europei e cinesi sono più simili che diversi. Ad esempio, le tradizioni alimentari, come spiega Giovanna Ceccherini nell’articolo pubblicato nel luglio scorso sulla rivista CINA IN ITALIA (n° 7 / 2016) – per leggere il testo clicca sul titolo :

DIETA MEDITERRANEA E CUCINA CINESE

DM e cucina cinese

 

 

 

AVVENTO, NATALE ed EPIFANIA: festività “straordinarie” nell’IY2017

IY2017 - conferenza turismo culturale - OMAN 11-12 DICTramite i social-media sono già stati diffusi alcuni estratti di interventi della prima giornata della II Conferenza Mondiale sul Turismo Culturale organizzata insieme da UNWTO e UNESCO in Oman. il Segretario Generale dell’UNWTO, Taleb Rifai, e l’ambasciatrice per l’UNESCO, Dana Firas, rispettivamente hanno dichiarato che «The Sustainable Development Goals are our common goal, and can be achieved through sustainable tourism» e «Cultural heritage protection should be at the heart of tourism». II World Conference TURISMO CULTURALE - E J Reid speechAl discorso di Eliza Jean Reid, first lady d’Islanda, nell’occasione insignita Ambasciatrice Speciale per il Turismo Sostenibile, che ha affermato «There is a direct link between tourism and peace», sono seguiti gli interventi con cui la funzione di conservazione e tutela dei patrimoni artistici, archeologici e ambientali nelle zone colpite da conflitti bellici è stata messa in evidenza dai partecipanti al dibattito nel programma del convegno sul tema della ruolo svolto dal turismo culturale nell’incrementare la prosperità e diffondere e sostenere la pace.

II World Conference TURISMO CULTURALE - E J Reid

A gennaio scorso, IY2017 - auguri di pace cutl’IY2017 – Anno Internazionale per il Turismo Sostenibile – cominciava con alla diffusione del messaggio augurale dell’UNWTO: “May this new year’s journey bring you peace and joy”.

Contemporaneamente, un’accurata notizia diffusa dai sommozzatori sostenitori di Ocean4future –  una campagna per la tutela dell’eco-sistema marino – annunciava il ritrovamento di un “tesoro” scoperto nel relitto di una nave mercantile del IV secolo d.C. affondata nell’antico porto di Cesarea, un sito archeologico nell’area tutelata – il Parco Nazionale –  e una rinomata e frequentata località turistica gestita dalla proprietà – la Rothschild Caesarea Foundation – in collaborazione con le istituzione pubbliche. Un luogo nel “cuore” del Mediterraneo CESAREA Parco Nazionaleche rappresenta una meta d’interesse naturalistico e culturale molto significativa proprio in questo periodo dell’anno, e in quest’anno. Infatti proprio il 2017 trascorso all’insegna dello slogan Travel•Enjoy•Respect e scandito da molti eventi globali e tante iniziative locali che hanno prodotto effetti positivi, si conclude con fatti di cronaca internazionale che destano molte preoccupazioni sul futuro di Cesarea, anche un cittadina nello stato d’Israele. Gli eventi recenti infatti destabilizzano l’ancora precario e instabile, ma faticosamente raggiunto, equilibrio che dopo tanti anni di conflitti e atrocità aveva portato alla tregua nei territori contesi tra coloni israeliani e popolazione palestinese, Betlehem_Church_of_the_Nativitye ciò accade proprio nei giorni in cui tutto il mondo celebra il Natale e lo sguardo di tutti, religiosi e atei, si volge verso la Terra Santa e, soprattutto, alle sue città sante – Betlemme Nazareth e Gerusalemme, che ne costituiscono anche le principali mete turistiche – e Cesarea, una località di rilevanza storica e anche ideale per una vacanza di relax e benessere sulle sponde del Mediterraneo, in una “patria” della Dieta Mediterranea, paese di cui entrambe le cucine – DIVINE FOODpalestinese ed ebraica – sono due tradizionali che, come dimostrano due giovani chef berlinesi e un best-seller gastronomico, possono “convivere” pacificamente a tavola e sono entrambe tipiche.

Cesarea è un luogo “centrale” nel Mediterraneo e dove si sono svolte molte vicende commemorate proprio nel periodo delle festività natalizie. Fin dal III sec. a.C. era un’area di attracco molto importante, un approdo navale che faceva parte dell’esteso dominio marittimo dei fenici e, per il faro la cui costruzione è attribuita al re fenicio contemporaneo di Alessandro Magno denominato Torre di Stratone (Stratonos pyrgos – Στράτωνος πύργος ), l’insediamento è diventato strategico all’epoca dell’Impero Romano in Palestina. Infatti, alla nuova città sorta attorno all’antico porto venne dato il nome di Cesarea in onore di Gaio Ottaviano (raffigurato nella statua), nipote di Giulio Cesare e dal 27 a.C. al 14 d.C. suo successore con il titolo di Cesare Augusto. Durante il suo governo Roma sostenne l’iniziativa di Erode Ascalonita, re della Giudea dal 37 a.C. al 3 d.C. e un sovrano che nella storia d’Israele è detto il Grande perché, stringendo una forte alleanza con i dominatori, diede forte impulso ai commerci nel proprio regno, di cui rafforzò le difese costruendo il palazzo-fortezza Herodion e le roccaforti sui colli di Masada e Macheronte, abbellì la capitale, Gerusalemme, dove restaurandone le rovine ampliò il celebre Tempio di Salomone (qui raffigurato in un bassorilievo in gesso del XVI secolo conservato alla Sinagoga di Casale Monferrato) e le città di Sebaste (prima detta Samaria, dove è sepolto Giovanni il Battista) e Cesarea, dove tra il 22 e il 12 a.C. vennero costruiti un acquedotto e un sistema fognario d’avanguardia e furono edificati abitati civili, anche sontuosi palazzi, un grande tempio, un’enorme arena, un gigantesco ippodromo e l’imponente porto nei cui resti sommersi dei turisti responsabili (sommozzatori e archeologi dilettanti) recentemente hanno trovato questi reperti preziosi che ora arricchiscono il patrimonio del museo locale.

Come decritto da contemporanei e storici, il re Erode che costruì la splendida Cesarea e il suo magnifico porto era un tiranno molto ambizioso, autoritario e tracotante, tanto che non esitò a uccidere chiunque si frapponesse ai suoi piani o sospettasse di tradimento o infedeltà, anche i propri figli, e infatti è rimasto noto come il feroce responsabile della strage degli innocenti (qui raffigurata da Giotto nel ciclo di affreschi alla Cappella degli Scrovegni di Padova), episodio storico di cui riferiscono i Vangeli e che quest’anno è la trama di sfondo nel film di Natale, un cartone animato che racconta le vicende di un asinello e altri animali protagonisti della natività, dell’arrivo dei re magi a Betlemme e della fuga della sacra famiglia in Egitto. Una storia che nei paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia e Spagna, in particolare nei loro territori emblematici della Dieta Mediterranea, viene raccontata con una suggestiva forma raffigurativa, il presepe.

Dalla prima rappresentazione ideata e organizzata da San Francesco d’Assisi nel 1223 a Greccio, un borgo umbro nella provincia di Rieti ai confini con quella di Perugia e molto vicino a Roma – quest’anno in particolar modo perché nella capitale è stata rivolta molta attenzione alle iniziative dell’Anno dei Borghi Italiani, con le statuette nelle chiese e nelle case il presepe descrive i fatti della narrazione evangelica. La rappresentazione classica raffigura un borgo antico molto simile a Betlemme, e anche a Greccio, e un tempo le figure del Bambin Gesù, dei pastori e popolani, degli angeli e cherubini, della stella cometa e dei re magi venivano spostate nella “scenografia”. I protagonisti della storia così si muovevano nell’ambientazione seguendo la trama degli avvenimenti celebrati con le festività che cominciano con l’Avvento, dalla festa dell’Immacolata Concezione fissata all’8 dicembre alla veglia nella notte di Natale, culminano nei giorni dal 25 al 26 o 27 dicembre, che ricordano l’adorazione di pastori e della popolazione al Bambin Gesù, e si concludono con l’Epifania, ricorrenza dell’arrivo dei re magi a Betlemme, che oltre ai simbolici doni per il neonato portarono ai genitori la notizia del pericolo su di loro incombente, la minaccia di Erode.

Dopo la morte di Erode, la Giudea venne suddivisa in quattro più piccoli e dal 6 d.C. Cesarea fu eletta capitale della provincia romana, perciò residenza del procuratore imperiale come, dal 26 al 36 d.C., il celebre Ponzio Pilato, la cui presenza attestata dagli evangelisti nel 1961 è stata confermata dal rinvenimento di una lapide con l’iscrizione che riporta il suo nome e ruolo, un reperto ora conservato ed esposto al Museo di Israele di Gerusalemme. Come documenta l’Enciclopedia Treccani, “Da Cesarea, nel 66 d.C., partì la scintilla che doveva portare alla rivolta dei Giudei contro il dominio romano e quindi all’espugnazione e alla distruzione di Gerusalemme. In quell’anno, infatti, si ebbe una feroce persecuzione degli abitanti Elleni della città contro gli Ebrei, persecuzione alla quale gli Ebrei risposero con la caccia e la strage degli stranieri in Gerusalemme. Vespasiano e Tito accordarono a Cesarea le franchigie di colonia romana. Quando la provincia fu divisa in tre parti, Cesarea fu capoluogo della Palestina I. A Cesarea, che ebbe particolare importanza all’epoca della prima diffusione del cristianesimo e dell’organizzazione della chiesa primitiva“, i Romani tennero prigioniero l’apostolo Paolo “per ben due anni, l’inviarono a Roma, a Cesare, al cui tribunale egli si era appellato” e furono martirizzati molti santi: “Origene venne a cercarvi rifugio presso Panfilo, fondatore di una celebre scuola di teologia e di una biblioteca ricca di ben 30.000 volumi. Eusebio, il celebre storico della chiesa, fu vescovo di Cesarea”. Inoltre, la città ebbe fama all’epoca delle crociate: “quando Baldovino I, re crociato di Gerusalemme, con l’aiuto delle flotte pisana e genovese nel 1101 se ne impadronì, vi trovò molti tesori. Fra questi è da ricordare il cosiddetto Sacro Catino che la tradizione considera il piatto usato da Gesù per consumare l’agnello pasquale durante l’Ultima Cena, una reliquia conservata alla Cattedrale di Genova.

Tra i reperti romani recentemente ritrovati nel fondale marino di Cesarea spiccano due oggetti molto emblematici: una statuetta che rappresenta la dea Luna, un’immagine che, come molte raffigurazioni mettono in evidenza, l’iconografia cristiana ha “assimilato” nelle rappresentazioni della Madonna – in particolare nelle  immagini che mostrano la sua figura come Stella Maris e Assunta in cielo, come nel dipinto a destra, la Madonna di Foligno di Raffaello in esposizione ai Musei Vaticani, e un lume raffigurante il dio del Sole, ovvero l’astro natalis invicti il cui simbolismo è stato “assorbito” nelle celebrazioni cattoliche del Natale, un manufatto a cui è ispirato il lume dell’amore conservato nella di San Zeno a Verona, stella PRESEPI VRcittà dove dall’8 dicembre fino al è in esposizione la RASSEGNA INTERNAZIONALE DEL PRESEPIO NELL’ARTE E NELLA TRADIZIONE  ideata e allestita a cura del project-leader UNESCO Alfredo Troisi.

In tutti questi, solo alcuni dei tanti, “segni”, simboli, emblemi e immagini in questo periodo sono rese evidenti le finalità di eventi, rappresentazioni, cerimonie, manifestazioni ed espressioni con cui in tutto il mondo si diffonde il messaggio di pace dello spirito del Natale che, come annotavamo lo scorso anno, anima la Dieta Mediterranea e, come proclamato in questi giorni a Oman dai rappresentanti di due enti dell’ONU – UNWTO e UNESCO, e di molte nazioni e di tante organizzazioni, aziende e associazioni che operano nei mondi del turismo e della cultura, si infonde e propaga nel mondo tramite il turismo culturale e sostenibile.

L’ANIMA DELLA DIETA MEDITERRANEA NELLO SPIRITO DEL NATALE
TURISMO SOSTENIBILE

 

 

appuntamento con il BENESSERE in CONVIVIALITÀ

L'immagine può contenere: 1 persona, bevanda e sMSNel programma di conferenze di BYO – APPUNTAMENTO CON IL BENESSERE a Casale Monferrato, domenica 4 giugno alle 13 si svolgerà un incontro conviviale con GIOVANNA CECCHERINI, che introdurrà la conversazione sul tema Alimentazione salutare: ICH UNESCO Dieta Mediterranea e cucina monferrina con una “stuzzicante” presentazione delle “ricette” di DIETA MEDITERRANEA PER I GLOBAL GOALS.

L’illustrazione di principi e pratiche dello stile di vita che dal 2010 è un Intangible Cultural Heritage UNESCO proprio perché con le tradizioni in produzione, distribuzione e consumo del cibo si tramandano usanze, abitudini e principi etici di reciprocità e condivisione tra le persone e di rispetto e cura della Natura, aprirà il dialogo con il pubblico, invitato a intervenire per confrontare e “amalgamare” le qualità dei “piatti forti” rappresentativi della Dieta Mediterranea con i gusti e sapori dell’enogastronomia del Monferrato, patria di vini celebri, come la Barbera e il Grignolino, il Rouché, il Moscato, il Dolcetto e lo Spumante, e dove la cucina tipica interpreta risotti e paste ripiene – gli agnolotti – e presenta alcune specialità, come la bagna cauda, il bunet e la merenda sinoira – che sono autentica, genuina e originale espressione di antiche consuetudini e oggi buone pratiche di cura per la salute, di convivialità e di sostenibilità.

L’incontro si configura come una “tappa” che scandisce il percorso di ricerche che il team DIETA MEDITERRANEA PER I GLOBAL GOALS svolge nel 2017 Anno Internazionale per il Turismo Sostenibile. sintesi-convivio-in-monferrato-immaginiLo studio comparativo delle peculiarità e similitudini delle tradizioni di Dieta Mediterranea nei differenti territori e nelle diverse epoche e fasi storiche infatti era cominciato nel novembre 2014 proprio con l’esperienza del CONVIVIO IN MONFERRATO. Da questo primo avvicinamento, il team ha condotto analisi di confronto tra stile di vita e sistema di valori della Dieta Mediterranea e tra i valori dell’eredità culturale con principi e pratiche di ECOLOGIA INTEGRALE, teorie e idee espresse nell’Enciclica LAUDATO SI’ di papa Francesco I e i 17 GLOBAL GOALS e le 5 CORE RESPONSABILITIES enucleati dall’ONU rispettivamente nel 2015 con l’AGENDA 2030 PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE e nel 2016 con l’AGENDA FOR HUMANITIES.

Una direzione di ricerche, studi e, soprattutto, esperienze verso cui convergono oggi le attenzioni di molte, sempre più persone, anche nell’ambito del turismo. Come evidenzia il report del III Forum Internazionale sul turismo gastronomico che si è appena concluso in Spagna, in cui gli esperti del settore sottolineano l’importanza della sostenibilità, un “ingrediente” fondamentale delle proposte e attività turistiche, in particolare delle offerte commerciali che esaltano i sapori della cucina tipica locale, principale “biglietto da visita” delle destinazioni turistiche come antiche città d’arte e aree di villeggiatura rurali, marine e montane che sono località emblematiche dell’ ICH UNESCO Dieta Mediterranea e borghi storici e campagne di Langhe, Roero e Monferrato, territori in cui si estende il sito seriale UNESCO Paesaggi vitivinicoli.

unwto - forum TURISMO GASTRONOMICO

A major component of history, tradition and identity, gastronomy has also become a major motivation to visit a destination. According to the 2nd UNWTO Report on Gastronomy Tourism, this tourism segment “offers enormous potential in stimulating local, regional and national economies and enhancing sustainability and inclusion”. Sixteen good practices in Gastronomy Tourism from different countries are showcased in the 2nd UNWTO Report on Gastronomy Tourism, touching on issues such as seasonality, training and innovation, ICT-related initiatives and wine-related itineraries.The publication stresses that in terms of tourist motivations, experiencing gastronomy is now at a similar level to visiting a museum, enjoying music and admiring the architecture of a destination. In this sense, gastronomy tourism has strong potential to improve destination management, promote cultures and contribute to other sectors such as agriculture and food manufacturing. The commitment of gastronomy tourism towards the principles of sustainability has been one of the conclusions of the Forum held in San Sebastian. This includes areas such as poverty reduction, efficient use of resources, environmental protection and climate change, and the protection of cultural values, heritage and diversity.

The engagement of the traveller in these principles through his/her gastronomic experience was also underlined throughout the Forum. The need to develop appropriate policy measures and a strong governance framework was highlighted as a major conclusion. This would facilitate not only the commitment of relevant actors, but also the interaction among them, as well as the development of private-public partnerships. The union between gastronomy and tourism provides therefore a platform to revitalize cultures, to preserve tangible and intangible heritage, to empower communities and to enhance intercultural understanding. These aspects were particularly tackled during the practical experiences included in the Forum, such as a cooking class and farm-to-table dining experiences.

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una buona “pista”

logo GIRO D'ITALIA 2017 - 100 edOggi, 5 maggio, inizia la 100ª edizione del GIRO D’ITALIA, una competizione ciclistica che insieme agli atleti che si confrontano in gara coinvolge gli sportivi di ogni nazione e appassiona il pubblico italiano e mondiale.

Nella “corsa rosa” si condensano molti valori e il suo spettacolare svolgimento rappresenta l’occasione, e prova, con cui il Belpaese ha l’opportunità di mettersi in mostra. CAMPIONISSIMI - Gerbi Cuniolo Girardengo CoppiAd esempio in Monferrato, nel 2017 una European Community of Sport, l’appuntamento annuale con la gara permette di dare evidenza alle tradizioni che lo hanno reso patria dei Campionissimi protagonisti di grandi imprese ciclistiche e un territorio in cui la pratica del ciclismo ha dato impulso ad attività artigianali, industriali e imprenditoriali, anche nel settore turistico e in questo ambito attualmente con propensione alla sostenibilità.

All’anniversario del centenario, i riflettori del Giro d’Italia sono puntati sulle qualità espresse dal binomio ambiente e cucina: contemporaneamente al tour ciclistico, in città e paesi che ospitano la “carovana” dei corridori e dei tecnici, dirigenti, osservatori e giornalisti si svolge il GIRO GOLOSO, una rassegna gastronomica organizzata da La Gazzetta dello Sport in collaborazione con Eataly. Sulle pagine del quotidiano vengono date notizie e segnalazioni, come il “salume del giorno” e il consiglio di Bell’Italia sui luoghi più affascinanti da visitare, e nella sezione dedicata sul sito ogni mattina viene pubblicata una video-ricetta. GIRO D'ITALIA - GIRO GOLOSO mappa tappeIn concomitanza con la partenza del Giro d’Italia, il 5 maggio dalla Sardegna, Roberto Petza fa assaporare orziadas croccanti e tallutzas con ragù di gamberi. Mentre i ciclisti scaleranno l’Etna, si assaggeranno arancini di riso, a Messina si gusterà la spigola in crosta di sale, in Calabria saranno proposti gli spaghetti con la ‘nduja, in Puglia saranno preparate le orecchiette… e passando dall’Emilia Romagna, patria dell’alta cucina italiana, il tour gastronomico presenterà le specialità piemontesi, l’ossobuco lombardo e i canederli altoatesini. Ogni piatto tipico sarà accompagnato dal vino locale, come il Sagrantino che nasce nei vigneti che si ammirano nella tappa Foligno-Montefalco della “corsa rosa”.

Quindici chef di tutta Italia, custodi della nostra tradizione unica, prepareranno cento ricette, le specialità di ogni territorio attraversato dalla corsa rosa – annuncia la redazione della Gazzetta dello Sport – Curiosando tra le imprese di Nibali o Quintana potrete così immergervi nei consigli sulle prelibatezze di ogni regione, a cura di chef stellati e cuochi delle osterie Slow Food, che sveleranno il proprio legame, quasi sentimentale, con i piatti proposti. E il rapporto di quei prodotti con il territorio.

I nostri fantastici cuochi sono prima di tutto dei grandi artigiani e in bici si possono scovare le migliori osterie – osserva Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, che segue la gara fin da quando da bambino guardava ogni tappa in tv con il proprio nonno – I paesaggi italiani sono un meraviglioso esempio di biodiversità e il Giro li attraversa tutti, è il più grande spot del nostro paese nel mondo. La corsa mostra le nostre montagne, le colline, le pianure e passa in città grandi e piccole facendoci sentire tutti uniti attraverso il comune apprezzamento del bello.

TURISMO E SPORT

TURISMO SOSTENIBILE

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A ‘capo’ di ogni anno

Nella parola CAPO-D-ANNO il termine ‘capo’ significa ‘inizio’. capodanno-cutCapodanno infatti è il primo giorno di un anno e la festa che si celebra allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, mentre trascorre l’ultimo istante dell’anno ‘vecchio’ e comincia il 1° gennaio dell’anno ‘nuovo’.

tombola-con-fagioliIn molti paesi italiani nelle lunghe notti di veglia a Natale e Capodanno si giocava a tombola usando i fagioli come contrassegno e ‘posta’ in palio, una tradizione da cui sono derivate le molte lotterie che animano le festività coinvolgendo le persone nel tentare la fortuna e le collettività nella raccolta di donazioni con cui contribuire ad un impegno di solidarietà. capodanno-amio-cut

Con il regalo propiziatorio, per l’occasione ricordato da AMìO, gli antichi romani hanno diffuso nei paesi mediterranei l’usanza delle libagioni con le lenticchie,  il ‘piatto forte’ del cenone di capodanno italiano.

Insieme a tutti gli altri LEGUMI, fagioli e lenticchie nel 2016 sono stati protagonisti dell’Anno Internazionale promosso dalla FAO per divulgare in tutto il mondo la conoscenza dei SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE, international-year-of-pulses-faoun’iniziativa che in Italia ha dato impulso alla costituzione del Coordinamento leguminose che riunisce accademici ed esperti impegnati nelle attività di ricerca e sviluppo sulle leguminose da granella per l’alimentazione umana. logo-i-y-2017Un buon segno per l’anno che sta per cominciare nuovamente all’insegna dello sviluppo sostenibile, nel 2017 con attenzione focalizzata al turismo, un settore economico che prospera con le vacanze, come in occasione dei festeggiamenti di capodanno…

Le origini del capodanno si perdono nella notte dei tempi

L’appuntamento mondiale oggi coinvolge gli abitanti di ogni città nei festeggiamenti notturni che in ogni luogo culminano alla mezzanotte del 31 dicembre e prima ora del 1° gennaio. La data è stabilita con consuetudine invalsa dall’adozione del calendario gregoriano come il sistema globale della suddivisione dei giorni nel ciclo di un anno solare. La festa ha tradizioni antichissime, in ogni paese diverse, di cerimoniali il cui ‘spirito’ accomuna tutte le culture e persone del mondo nell’esplosione di gioia collettiva per le euforiche speranze riposte nel nuovo anno.

Auspici che tutti cercano di avverare con l’ausilio di predizioni del futuro, gli oroscopi, e di previsioni del tempo. L’abbondanza dei raccolti da cui dipende la prosperità infatti è garantita da un anno in cui gli eventi atmosferici assicurano food-day-2016-logoche le piogge irrighino campi, bagnino orti,  frutteti, boschi e pascoli e abbeverino gli animali e che il sole riscaldi l’aria e la terra senza bruciare le piante e provocare siccità. Un tempo pronosticate con strumenti inattendibili, come le “cipolle di San Martino”, oggi le previsioni meteorologiche sono effettuate con rilevazioni dai satelliti e diffuse con notiziari radiotelevisivi e bollettini online su internetalmanacco-hinduAnche la conoscenza dei moti degli astri e dei loro effetti sulla Terra è sempre stata molto importante per la pianificazione delle attività umane, soprattutto l’agricoltura. Affermate e recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato che, come sostenevano gli antichi saggi, le forze celesti esercitano un’influenza determinante nell’armonioso e delicato equilibrio della natura terrestre. In passato i movimenti delle stelle, soprattutto del sole e della luna, erano studiati e anticipati da astronomi e astrologi, come i re magi della leggenda di Natale, e divulgati negli almanacchi. Come testimonia questo antico almanacco hindu, i primi furono realizzati in Oriente: origini-almanacco«Almanacco è una parola che deriva dalla lingua araba, in cui al-manākh significa clima. L’almanacco [europeo] ha origini medievali, esattamente al 1088 in forma di tavole astronomiche atte ad ottenere il giorno della settimana [Emiliano Amici]». Tra gli almanacchi più celebri, la storia annovera quello edito dal 1732 al 1757 da Benjamin Franklin, che lo redigeva e pubblicava con lo pseudonimo di Poor Richard (il nome di Richard Riders, ovvero l’inglese mago Merlino autore degli almanacchi editi dal 1656 fino al XIX secolo) e in cui insieme alle informazioni di astronomia e meteorologia e culturali oliver_pelton-benjamin_franklin-poor_richards_almanac_illustratedil futuro presidente degli Stati Uniti aggiornava il lettore con notizie scientifiche e dati di economia e demografia e annotava le proprie ‘massime’, pensieri e consigli che nella tradizione americana sono diventate frasi proverbiali.

In Italia, dove ne vengono pubblicati diversi, tra i tanti spiccano gli storici almanacchi del ‘gran pescatore’ di Chiaravalle, e di Barbaneraalmanacco-chiaravalleIl primo, stampato ininterrottamente dal 1750 – prima a Pavia e dal 1770 fino al 1774 a Tortona nella tipografia della famiglia Rossi, in seguito e tuttora dall’Editoriale Chiaravalle che ha sede nella provincia di Alessandria – è un opuscolo tascabile che, oltre ai calendari solari e lunari e le previsioni meteorologiche, fornisce informazioni utili per la coltivazione dell’orto e per l’agricoltura, ricette di cucina e medicina naturale e nelle diverse edizioni regionali riporta moltissime informazioni su sagre, fiere e mercati. L’Almanacco di Barbanera è dato alle stampe dall’Editoriale Campi per la Fondazione Barbanera 1762, che conserva una preziosissima collezione di Almanacchi e Lunari Barbanera – almanacchi-e-lunario-barbanera356 esemplari di edizioni dal 1762 al 1962 – nel 2015 iscritta nel registro Memoria del Mondo in cui l’UNESCO cataloga documenti, collezioni, archivi e tradizioni orali che sono patrimoni dell’umanità, beni culturali di importanza universale.

mow-logo-with-textL’universalità (degli almanacchi Barbanera) risiede nell’essere simboli di un genere letterario che ha contribuito a creare la cultura di massa e il patrimonio identitario di intere nazioni, fino all’avvento di forme più moderne di comunicazione di massa.

CAPODANNO, la nottata dei contadini nel villaggio globale

L’anima della Dieta Mediterranea nello “spirito del Natale”

Gli antichi cerimoniali del solstizio d’inverno celebrati dalle civiltà mediterranee, le festività natalizie, si sono diffusi in tutto il mondo, dove vengono celebrate all’unisono.

Il fascino del Natale infatti è generato dall’atmosfera che si propaga con i suoi rituali: le decorazioni e gli addobbi illuminati, lo scambio di doni e le riunioni conviviali tra parenti, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola, membri di associazioni e concittadini e compaesani.

Nella sua definizione di ICH – eredità culturale immateriale, l’UNESCO specifica che la Dieta Mediterranea è lo stile di vita che nelle civiltà mediterranee è conformato da tradizioni di convivialitàorologio-calendariodalle abitudini quotidiane alle cerimonie e celebrazioni, tante usanze tramite le quali la vita sociale trascorre in modalità organizzate e fluidamente scandite al ritmo del ciclo di riti fissati in date e orari precisi.

In particolare le festività religiose che scandiscono il calendario con eventi programmati in corrispondenza alle fasi del ciclo biologico dell’ecosistema nei paesi intorno al mare tra le terre, 4-stagioni-ravennacioè – come rappresenta il mosaico raffigurante la DANZA DEI GENI DELLE 4 STAGIONI che adorna la Domus dei Tappeti di Pietra – al ritmo del ciclo di fenomeni climatici, atmosferici e ambientali che scandiscono lo scorrimento della vita della natura nel mondo mediterraneo (*) .

4-stagioni-arcimboldoCome dice il proverbio e come Arcimboldo ha illustrato nella celebre serie di dipinti, ogni stagione ha i propri frutti e, finché l’alimentazione si è basata principalmente sul consumo dei doni della natura, nei paesi mediterranei ci si saziava quando ad ogni stagione la terra ne produceva abbondanza… e Natale poteva essere celebrato con i tradizionali riti e banchetti.

Nella descrizione e definizione UNESCO della Dieta Mediterranea, nelle testimonianze e ricerche di Giovanna Ceccherini e nelle osservazioni di Silvana Bosi è messo in evidenza che le donne hanno un ruolo preminente come custodi delle tradizioni di convivialità delle civiltà mediterranee proprio perché nella cucina domestica, per millenni mansione e ambito esclusivamente femminili, si tramandano la conoscenza delle ricette per la preparazione dei cibi “speciali” con cui imbandire la tavola delle feste, le specialità gastronomiche delle località emblematiche della Dieta Mediterranea.

Nella variegata moltitudine di piatti e menu tipici della cucina regionale italiana, per il cenone delle vigilie e i pranzi di Natale, Santo Stefano e Capodanno pandoro-panettone-cutpredominano le paste ripiene asciutte e in brodo, pesce e anguilla, cappone e carni bollite e i dolci, in particolare i pani dolci come i celebri panettone milanese e pandoro veronese.

> tradizioni gastronomiche del Natale in Italia : LA CUCINA ITALIANA ∼ IL FATTO QUOTIDIANO ∼ RICETTE ON-LINE

monfhrssagnolotti : il natale all’insegna dei global goals

logo-dm-nicoteraLA VIGILIA DELLE 13 COSE  – Cena di Natale a Nicotera

Ai pasti serali i commensali si intrattengono nella lunga attesa della mezzanotte – a Natale l’ora in cui comincia la messa e a Capodanno il momento in cui si festeggia brindando. Nella veglia di Natale, con il sontuoso cenone a base di pesce, presso i popoli indoeuropei simbolo di fecondità e di saggezza e nel cristianesimo ideogramma che rappresenta il Cristo. In molti menu regionali italiani il piatto forte delle feste di Natale e Capodanno è l’anguilla, soprattutto femmina – il capitone, che rievoca il serpente, nelle culture pagane animale emblematico del Sole Nascente.

RITI E SIMBOLI DEL NATALE

> natale, una festa universale

DIETA MEDITERRANEA - stile di vita

( * ) Nel mosaico proveniente da Cartagine conservato al Museo del Bardo di Tunisi al centro è raffigurata la villa signorile di cui probabilmente era un decoro e attorno ad essa una tematica frequente rappresentata nei mosaici pavimentali, le QUATTRO STAGIONI4-stagioni-mosaico-africaillustrate con scene emblematiche delle attività svolte durante l’anno nei possedimenti e dintorni della dimora – agricolturaallevamentocacciapesca – e i prodotti alimentari tipici di ciascun periodo: in alto a sinistra, in INVERNO la signora riceve in dono olive e animali da cortile; in alto a destra, in ESTATE due pastori custodiscono un gregge; in basso a sinistra in PRIMAVERA la padrona di casa riceve in dono fiori e pesce fresco; in basso a destra, in AUTUNNO la consegna al signore di un cesto d’uva e selvaggina.

DM a tavola

LEGUMI : seminario 2016

international-year-of-pulses-faoColtivare SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE, il convegno organizzato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali e dal Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute” dell’Università di Pisa, è un evento nel calendario FAO dell’Anno dei Legumi.

La coltivazione dei legumi è radicata nel bacino del Mediterraneo da sempre. Per millenni lenticchie, ceci, fave, fagioli e cicerchie hanno costituito la base dell’alimentazione, diventando sempre più presenti nelle religioni, nella letteratura, nell’arte pittorica e persino nel cinema. Dopo un drastico calo del consumo nel secondo dopoguerra, a favore delle proteine di origine animale, oggi i legumi sono tornati in auge per le loro indiscusse proprietà salutistiche, conquistando un posto d’onore nella dieta mediterranea (atta a contrastare obesità e a prevenire malattie croniche, come diabete e disturbi coronarici), ma anche nei più raffinati menù. Essi sono anche una buona riserva di elementi minerali e di vitamine essenziali. Inoltre, sotto il profilo ambientale, le leguminose sono preziose azotofissatrici e contribuiscono alla fertilità dei suoli.

Giornata di studi LEGUMI, SEMI NUTRIENTI PER UN FUTURO SOSTENIBILE – nel programma, in svolgimento venerdì 2 dicembre dalle 9 alle 17, sono proposti gli interventi :

  • LEGUMINOSE ED ETNOBOTANICA, Paolo Emilio Tomei
  • RECUPERO E VALORIZZAZIONE DI SPECIE E VARIETÀ LOCALI DI LEGUMI, Mario Macchia
  • I LEGUMI NELL’ARTE, Federico Tognoni
  • “CADERE A FAGIOLO” E ALTRE ESPRESSIONI A BASE DI LEGUMI, Giacomo Lorenzini
  • IL MERCATO NAZIONALE DEI LEGUMI, Duccio Caccioni
  • STORIA SOCIALE DEI LEGUMI, Maurizio Tuliani
  • ALLE RADICI DELLA NUTRIZIONE, L’AZOTOFISSAZIONE SIMBIOTICA DELLE LEGUMINOSE COME PARADIGMA DI SOSTENIBILITÀ DEL NOSTRO ECOSISTEMA, Andrea Squartini
  • IL MIRACOLO DELLA TORTA DI CECI, Paolo Ciolli
  • PROPRIETÀ NUTRIZIONALI E NUTRACEUTICHE DI ANTICHE VARIETÀ DI LEGUMI, Annamaria Ranieri
  • PIÙ LEGUMI, MENO DIABETE, Piero Marchetti
  • LEGUMI E PROTEINE VEGETALI: ALIMENTI PROTETTIVI IN GASTROENTEROLOGIA, Nicola De Bortoli
  • IL FAGIOLO ZOLFINO COME CIBO FUNZIONALE CONTRO LE COMPLICANZE DEL DIABETE, Umberto Mura
  • LEGUMI E CONTROLLO DEL PESO CORPOREO, Jacopo Vitti

La partecipazione è gratuita, previo accredito all’e-mail nutrafood@unipi.it

informazioni : tel. 0502216085 –  0502216090 / info on-line

Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali

via del Borghetto 80 – PISA

LEGUMI : la prima ricetta di Dieta Mediterranea per i Global Goals

piramide-dieta-mediterraneaNelle più recenti versioni della piramide alimentare – lo schema elaborato nel 2009 alla III Conferenza Internazionale del CIISCAM e la doppia piramide elaborata dal BCFN – i semi nutrienti per un futuro sostenibile sono alla base dell’alimentazione salutare e della salvaguardia ambientale. Infatti i legumi sono un pilastro fondamentale del tempio della Dieta Mediterranea, prima raffigurazione delle tradizioni e abitudini alimentari e dello stile di vita descritti the-benevolent-bean-m-e-a-keys-1972dal nutrizionista americano a cui è tributato il merito della loro ‘scoperta’ e della dimostrazione scientifica della loro validità ed efficacia. Proprio nelle due opere divulgative dei risultati dello studio – il Seven Countries Study – Ancel Keys insieme alla moglie Margaret nel 1972 aveva pubblicato un testo interamente dedicato ai benefici dei legumi.

 I bisi di Leonardo ∼ Il fagiolo verdòn ∼ Attività ludo-didattica

dieta mediterranea e i GLOBAL GOALS

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le virtù della bagna cauda

logo-italian-tasteMentre dal 21 al 27 novembre 2016 si svolge la prima SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO, le date dal 25 al 27 novembre sono fissate per l’annuale appuntamento con la manifestazione gastronomica dedicata al piatto tipico piemontese recentemente riscoperto per l’intensità del suo sapore e la sua vivace genuinità, che lo rendono anche molto salutare e particolarmente sostenibile.

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Nonostante sia una specialità regionale di un’area continentale italiana che una catena montuosa separa nettamente dal mare, la bagna cauda ( detta anche bagna caôda ) è un piatto autenticamente mediterraneo e per molte qualità emblematico della Dieta Mediterranea. È infatti è un perfetto esempio di cucina popolare, un piatto semplice, gustoso e genuino, e una ricetta gastronomica per un’equilibrata e salutare dose di minerali, di vitamine, di fibre e grassi vegetali e di proteine animali, copertina-eat-well-and-stay-wellquindi perfettamente interpretativa della Dieta Mediterranea nella sua definizione ‘dogmatica’, ovvero la dimostrazione scientifica data dal nutrizionista americano Ancel Keys con la ricerca Seven Countries Study e la sua descrizione che lo stesso ha elaborato insieme alla moglie Margaret nel primo testo divulgativo, pubblicato nel 1959 e subito un best-seller, e in  How to eat well and stay well. The Mediterranean way del 1975.

Una ricetta della cucina popolare del Monferrato diffusa in Langhe e Roero, la bagna cauda accomuna logo-world-heritage-unescoi territori dei paesaggi vitivinicoli da 2014 iscritti nell’elenco dei patrimoni UNESCO, di cui costituisce una specialità e una tradizione agroalimentare molto speciale. È infatti un cibo frugale e al tempo stesso ricco di vitamine e di gusto, un sapore che esalta i sensi, inoltre di significati saldamente connessi alla storia della sua origine e alla ritualità del suo venire consumato in convivialità, logo UNESCO ICHperciò è anche un perfetto esempio altamente rappresentativo della Dieta Mediterranea come nella sua definizione di ICH UNESCO.

125-108_bagna_cauda_250L’intingolo bollente che accompagna il misto di genuine verdure di stagione coltivate negli orti e (come cardo e topinambour) un tempo raccolte in prati e sottobosco del Monferrato, è composto da ingredienti essenziali dei caratteristici piatti tradizionali dei paesi affacciati sul Mediterraneo: acciughe (alici sotto sale), aglio e olio extravergine di oliva. 

L’archivio di storia gastronomica SAPERE  SAPORI documenta l’origine provenzale della salsa, una variante della ancholade, e la denominazione ne attesta la nascita e diffusione lungo la Via del Sale che, dalle coste francesi e liguri, superato il valico sull’Appennino Ligure attraversa il Piemonte Orientale discendendo dalle colline dell’ovadese e del Monferrato. Una strada in cui per millenni le carovane hanno trasportato dalla costa ligure a città e borghi del Monferrato derrate di sale e di pesce sotto sale e, viceversa, di cereali e carni dalle campagne intorno al Po ai porti sul Mediterraneo. Un sentiero tortuoso ai cui margini e snodi ebbero luogo intensi scambi commerciali fin dalla più remota antichità: tra i liguri che nella preistoria popolavano la riviera e la distesa di colline e monti che circondano la paludosa pianura tra la corona alpina e il corso del Po, poi tra galli e romani, quindi tra il marchesato – suol d’Aleramo – e i suoi alleati nei regni e imperi di Occidente e d’Oriente…

Per la preparazione della bagna cauda, la salsa bollente in cui si intingono le verdure, gli ingredienti sono acciughe portate dal mare e aglio raccolto nell’orto stemperati in olio extravergine d’oliva, ora importato in Piemonte ma un tempo autoctono nella regione, dove con il trapianto dell’Olivo delle Alpi della Valle del Rodano gli uliveti vennero coltivati già dal VI secolo. Soprattutto in alcune zone sulle pendici ai confini con la Valle d’Aosta e in aree collinari, in particolare nel Monferrato, dove la toponomastica ne testimonia la remota presenza: morbelli-colline-del-monferrato-1917in provincia di Alessandria al borgo di Olivola, alla Cascina Oliva a Fabiano di Solonghello, alla Strada degli Ulivi tra Patro di Moncalvo e Grazzano Badoglio e al Monte Oliveto di Cortemilia nel comune di Ponzano di Crea (un altro è in provincia di Cuneo) e nella provincia di Asti al paese di San Marzano Oliveto e nella Regione Ulivi di Canelli. La massima diffusione degli uliveti in Piemonte si ebbe nella seconda metà del  XIII secolo d.C., all’apice di un periodo di innalzamento delle temperature climatiche che durò circa 500 anni, fino al declino e poi alla scomparsa della produzione d’olio d’oliva a partire dal 1700, quando una tremenda e prolungata gelata invernale falcidiò ¾ delle piante. Olivi particolarmente robusti – in particolare le varietà di leccino, frantoio e pendolino – sono stati coltivati in giardini e orti privati e dal 1980 l’olivicoltura è ripresa a macchie sparse in aree del Monferrato alessandrino e astigiano e delle province di Cuneo e Torino, e complessivamente nelle zone oggi si contano circa 138 ettari di uliveti.

Nella salsa calda a base di olio e acciughe predomina un terzo ingrediente molto usato nella cucina contadina, l’aglio, che ha molte proprietà salutari e terapeutiche: è infatti un naturale agente antibiotico, antisettico e balsamico, coadiuvante per la cura dell’ipercolesterolemia, di bronchiti catarrali e dell’elmintiasi, inoltre un ottimo stimolante digestivo e diuretico.

bagna-cauda-al-ristorante-di-creaL’intingolo oggi viene servito in eleganti tegamini di coccio individuali riscaldati da lumini in cera, mentre tradizionalmente la bagna cauda veniva portata a tavola direttamente dal focolare nella pentola di cottura, una zuppiera di terracotta, in cui tutti i commensali intingevano e pucciavano le verdure raccolte nell’orto e nel sottobosco – cardi, topinambur, cavolfiori e ogni altra disponibile nel freddo autunno piemontese. Era infatti la specialità della merenda sinoira ai primi rigori della stagione, quando i contadini celebravano la conclusione dei lavori nei campi e della vendemmia.

Nella sua semplicità, la bagna cauda condensa il piacere dello stare insieme in compagnia e del condividere i frutti della terra e nella sua ricetta oltre al gusto di un piatto tipico della cucina popolare piemontese si rivelano le origini di antiche tradizioni che legano gli uomini tra loro e che uniscono l’uomo alla terra e al mare, in cui si tramandano remoti saperi del suo rapporto simbiotico con gli elementi naturali, le risorse essenziali per la vita.

dieta mediterranea e i GLOBAL GOALS

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il venerdì dei BOSCHI

fsc-friday-30-sett-2016-lungoOggi è una data fissa a calendario per il consuetudinario appuntamento dell’anno con FSC – Forest Stewardship Council, la rete internazionale che riunisce i ‘custodi’ dei patrimoni ambientali forestali, i loro abitanti e le risorse naturali che producono come fonte rinnovabile inesauribile… purché gestiti con criteri, sistemi e metodi di sostenibilità.

fsc_fr_web-poster-2016Tra le molte attività e iniziative svolte per la tutela dei boschi e delle foreste, quella del VENERDI FSC incentiva il coinvolgimento delle persone raggiunte dalla ‘campagna’ informativa a proteggere l’ambiente facendo scelte di consumo responsabile, e così assumere consapevolmente un ruolo attivo e determinante nella ‘catena di custodia’ che protegge tanti delicati, e indifesi, sistemi di biodiversità. Ad esempio, in Italia un piccolo ma importantissimo patrimonio forestale, il BOSCO DELLE SORTI DELLA PARTECIPANZA DI TRINO, la cui esistenza dimostra che la ‘sfida’ posta nel presente dalle questioni ecologiche si possa vincere adottando sistemi organizzativi per la gestione del suolo e per lo sfruttamento delle sue risorse con criteri di sostenibilità che hanno una storia plurisecolare, millenaria, come le partecipanze italiane. Il Bosco di Trino infatti è un patrimonio ambientale e culturale protetto proprio dal e tramite il suo lungimirante sistema di sopravvivenza e trasmissione ai posteri: motto-partecipanza-bosco-di-trino-solo-scrittala cura della Partecipanza, la collettività territoriale che dal 1275 lo possiede e amministra con il sistema delle Sorti.

logo-i-y-2017-qInteressanti occasioni proficue e vantaggiose opportunità per la sua ‘valorizzazione’ saranno date nell’ANNO INTERNAZIONALE del TURISMO SOSTENIBILE proprio grazie alle collaborazioni tra enti e attori globali come  FSC e operatori e soggetti locali, istituzioni e amministrazioni pubbliche, associazioni territoriali, aziende, imprese e professionisti che sostengono e incentivano la Partecipanza nel suo saggio impiego delle risorse del Bosco. Molteplici figure, collegate tra loro nella ‘catena di custodia’ ampliata e rafforzata dalle sinergiche interazioni virtuose e attività ‘virtuali’ sui social-media. Ad esempio, le pubblicazioni su siti, blog e profili Facebook e Twitter di ECOTURISMOLINEMonferrato HOSPITALITY & HANDMADE… e delle RICETTE DI DIETA MEDITERRANEA PER I GLOBAL GOALS,

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Il futuro del bosco più antico d’Italia

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Il VENERDÌ più bello dell’anno

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ricette di DIETA MEDITERRANEA per i GLOBAL GOALS

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