2017 : Anno Internazionale del TURISMO SOSTENIBILE

2017-i-y-dandelion-logo-e-target Con la cerimonia inaugurale che, con la partecipazione di oltre 40 ministri e 57 delegati in rappresentanza dei rispettivi stati e circa 600 spettatori, si è svolta a Madrid nel contesto della fiera di settore FITUR, il 18 gennaio è cominciato l’Anno Internazionale dedicato al TURISMO SOSTENIBILE promosso dall’agenzia dell’ONU / UN WTO – World Tourism Organization.

Durante l’evento, è stata data lettura del messaggio del Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres : «Every day, more than 3 million tourists cross international borders. Every year, almost 1,2 billion people travel abroad. Tourism has become a pillar of economies, a passport to prosperity, and a transformative force for improving millions of lives. The world can and must harness the power of tourism as we strive to carry out the 2030 Agenda for Sustainable Development».

gen-18-unwto-awardsNell’occasione, sono stati consegnati i riconoscimenti UNTWO Awards for Excellence and Innovation in Tourism. Per ciascuna delle quattro categorie sono stati presentati i finalisti tra i 150 candidati di 55 differenti stati e nazionalità e sono stati premiati il messicano Guanajuato’s State Ministry of Tourism nella sezione “Public Policies and Governance”, l’indiano Govardhan Ecovillage tra le organizzazioni non-governative, l’olandese Dutch Travel Trade Association nella sezione “Ricerca e Tecnologie” e l’impresa aziendale belga Carlson Rezidor Hotel Group, logo-ecobnba cui si è affiancata come prima concorrente selezionata l’italiana ECObnb, il cui socio fondatore Simone Riccardi abbiamo intervistato pochi giorni prima della premiazione.

pin x blogQuanto è sostenibile l’offerta bnb italiana ?

ecobnb-simone-riccardiIn Italia ci sono bnb da sempre, da oltre 30 anni, ed eco-villaggi ben anteriori nel tempo ai proclami delle Nazioni Unite, forse anche alla teorizzazione del concetto di sostenibilità. Adesso chi si propone come ‘eco’ non è sempre veramente tale, in quanto spesso si è mossi solo da interessi economici, essendo il settore in crescita. In ECObnb abbiamo circa 15 strutture ‘supereroi’, che hanno tutti 10 i nostri standard, e chi ne ha 9, quindi in ottima posizione, in quanto, la rigidità dei parametri può essere in taluni casi, una criticità.

pin x blogIn che modo sono valutate sostenibili le strutture recensite in ECObnb?

I parametri utilizzati per testare la sostenibilità ricettiva sono quelli dei principali enti certificatori italiani ed esteri (Ecolab, per esempio) dai quali si sono estrapolati i più ridondanti. Sono denominati eco-standard: energia da fonti rinnovabili, cibo biologico, a kmZero, ecc.. I criteri sono statici e non dinamici per facilità di adesione e nei confronti di chi viaggia avere un set di 10 parametri facilmente comprensibili  e paragonabili. Questo non toglie che si possa implementare per regione o per stato, a seconda delle peculiarità del luogo.

pin x blogECObnb promuove anche CRS e CSV?

CSR/CSV sono insiti nel nostro statuto così come insegnano le Bcorp. Abbiamo addirittura fatto fatica a trovare un notaio che fosse disposto a redigere il nostro statuto, che si discosta moltissimo da quelli canonici delle società commerciali, perché un accordo in cui sta alla base la condivisione e non il profitto e si dà grande rilievo alla felicità, al valore delle donne, al rispetto per il prossimo e per l’ambiente. Inoltre in cui si danno molte opportunità di collaborazione a chi, anche se non è o non è ancora laureato, ha grande interesse a capire come lavoriamo. Il lavoro così si guadagna sul campo e la collaborazione si sviluppa in maniera quasi spontanea. Inoltre il laureando avrà possibilità di inserire questa esperienza nel CV e presentarsi anche all’estero con un bagaglio già acquisito, che sicuramente gli apre le porte, in quanto non va con l’intenzione di chiedere lavoro, ma porta con sé uno studio da condividere con altre aziende e che può creare posti di lavoro. Per indirizzare i giovani serve guardare in grande e non fermarsi a vedere solo le esigenze locali. Diventare esperti globali, partendo da chi ha già esperienza e ha già fatto ricerche su determinati argomenti.

pin x blogChe effetto ha per ECObnb essere un protagonista principale dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile?

Siamo finalisti dell’UNWTO Award in corsa con Carlson Rezidor, una catena alberghiera con 80.000 dipendenti e 80 anni di storia. Non sappiamo ancora se saremo premiati, comunque aver superato le selezioni per noi è già una vittoria. Non saprei se il fatto che si parli di turismo sostenibile quest’anno possa invitare le persone a riflettere e ad acquisire consapevolezza. Sul nostro sito abbiamo già parlato del 2017 anno del turismo sostenibile, ma finora la notizia non ha sviluppata attenzione come nel 2016 l’Anno dei Cammini. D’altra parte va considerato che siamo ancora all’inizio dell’anno e che il tema della sostenibilità è molto ampio, mentre il turismo di chi si sposta a piedi e fa pellegrinaggi come nell’antica tradizione storica è molto affascinate, nonostante poi a praticare questa forma di viaggio sia solo da una sparuta “nicchia” del mercato.

MODELLI ed ESEMPI di TURISMO SOSTENIBILE
TURISMO SOSTENIBILE

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HENRY BLACKBURN

Nato nel 1925 a Miami, dove si laurea alla Tulane School of Medicine, e dopo l’internato al Northwestern Memorial di Chicago, esperienze all’Ospedale Americano di Parigi, in una missione a Cuba, un triennio di Public Health Service in Austria e la specializzazione in medicina interna e cardiologia presso l’Università del Minnesota, HENRY BLACKBURN Prof. Blackburn and Prof .Keysdal 1954 è stato il più stretto collaboratore di ANCEL KEYS, precursore e fondatore degli studi scientifici sulla nutrizione a cui si attribuisce anche la ‘codificazione’ della Dieta Mediterranea come poi, nel 2010 e nel 2013, è stata inclusa nell’elenco di ‘patrimoni culturali intangibili’ UNESCO.

Keys (1904-2004) fece le sue prime ricerche come medico di una spedizione esplorativa in Sud America, balzando alla popolarità come l’alimentarista che durante la K-rationSeconda Guerra Mondiale ha nutrito le truppe degli Stati Uniti con la Razione K (denominata appunto con l’iniziale del suo cognome). Studiando gli effetti della carenza di cibo e della re-nutrizione, ampliò il campo delle proprie ricerche focalizzando l’attenzione sulle incidenze della dieta alimentare sullo stato di salute. Per 50 anni Keys è stato completamente assorbito dallo studio delle abitudini alimentari mediterranee e di come influiscano su salute e mortalità: ANCEL KEAYS a Nicotera - Minnesota Universityvi si è interessato da quando, durante un meeting della FAO a Roma nel 1951, ne ha osservato l’incidenza sulla popolazione dell’Italia meridionale e dopo aver analizzato il fenomeno svolgendo una prima ricerca-pilota a Nicotera nel 1957 〈foto © Blackburn Collection,  School of Public Health, Minnesota University 〉.

Dal 1958 Keys ha condotto il proprio staff americano e un’equipe di collaboratori internazionali in ricerche cliniche a lungo termine i cui esiti, dalla prima pubblicazione nel 1972 alle successive in continuo aggiornamento, analizzano e comparano stato di salute e abitudini alimentari delle popolazioni logo 7 COUNTRIES STUDYin 16 territori di 7 nazioni – USA, Giappone, Finlandia, Olanda, Grecia, Yugoslavia e Italia.

Il 24 febbraio scorso Giovanna Ceccherini ha intervistato  Henry Blackburn, che dal 1972 agli anni ’80 è succeduto a Keys nella direzione del centro di ricerca che il nutrizionista ha istituito presso l’Università del Minnesota e nel coordinamento del team medico-scientifico:

pin x blogC’è qualche utilità, allo scopo di diffondere il valori della Dieta Mediterranea, nell’evidenziare luoghi o paesi in cui sono state condotte le ricerche?   

Alle nostre ricerche hanno collaborato anche molti colleghi italiani con cui abbiamo stretto amicizia, tra i quali Flaminio Fidanza, che aveva casa a Pioppi dove Keys ha deciso di trasferirsi, ma non designerei questo o alcun luogo particolare come la ‘casa’ della Dieta Mediterranea. Piuttosto, mi preoccupa che, paragonando le recenti indagini con le prime condotte nel 1957 a Nicotera, le statistiche più recenti mostrino con inconfutabile evidenza come la Dieta Mediterranea si stia lentamente estinguendo, proprio nei luoghi in cui è stata condotta la nostra ricerca. Ad esempio, a Montegiorgio e Crevalcore, dove ha operato Alessandro Menotti, collaboratore del ‘Seven Countries Study’, le misurazioni antropometriche e altre rilevazioni raccolte dagli anni ’90 indicano accrescimenti di massa adiposa e aumento di casi di patologie cardiovascolari. Queste ultime sono primariamente connesse con cambiamenti nelle abitudini alimentari, in particolare un aumento nell’assunzione di proteine animali.

pin x blogQuindi è utile far uso di integratori alimentari o multivitaminici per sostituire la carenza di pesce fresco, di frutta e verdura di stagione nella dieta o la mancanza di tempo per cucinare?   

Trovo che il trend attuale nelle scienze della nutrizione sia sempre più orientato verso il vero, il naturale, l’integrale, verso i cibi freschi e stili di vita tradizionali. Anche il commercio spinge in questa direzione. Ci si sta progressivamente allontanando dai cibi processati ed artificiali, da supplementi ed integrazioni di singoli macronutrienti, alcuni dei quali sono addirittura risultati nocivi nei trials clinici. L’evidenza scientifica conduce sempre più verso un benessere che derivi da sintesi naturali, sia vegetali che animali, piuttosto che da sintesi industriali o da alimenti ‘simulati’ e implementazioni chimiche su cibi processati. Questi processi industriali appaiono essere sostituti inadeguati della Dieta Mediterranea o di qualsiasi modello alimentare tradizionale.

pin x blogPossono venir date indicazioni utili in relazione alla pratica dell’esercizio fisico?

Essenzialmente il ‘Seven Countries Study’ prende in considerazione l’occupazione dei candidati, senza misurare le abitudini legate all’esercizio fisico. Le differenze tra regione e regione nel tipo di lavoro svolto dai candidati non è in grado di spiegare le differenze nelle percentuali di patologie cardiovascolari, che invece risultano essere strettamente collegate alla quantità media di colesterolo sierico ed alla quantità media di energia consumata sottoforma di acidi grassi saturi. Grazie alla congruenza tra evidenze cliniche e di laboratorio si è provato che gli acidi grassi saturi, come indicatori di consumo di carne e di prodotti caseari, influenzano il rischio cardiovascolare. Inoltre, la ricerca si focalizza sulle differenze culturali delle tradizioni alimentari, ed evidenzia come l’incidenza di patologie cardiovascolari aumenti con modelli alimentari in cui la presenza di colesterolo sierico sia costante.

pin x blogPossiamo invece considerare la Dieta Mediterranea aderente alle concezioni di ecologia integrale? E, se sì, un modello alimentare, sociale ed economico sostenibile, come suggerirebbe anche la sua definizione data da UNESCO?

I modelli alimentari tradizionali nel Mediterraneo durante gli anni ’60 e quelli rilevati nella stessa epoca anche in Asia facilitano, con buone probabilità, la minore incidenza di patologie legate ai vasi sanguigni e di molti tipi di cancro e incidono positivamente sulla riduzione dei decessi e sull’allungamento della vita. Quindi, con la Dieta Mediterranea si è sull’onda giusta, in quanto la preservazione della vita umana e corrispondentemente del Pianeta è lo scopo principale! Purtroppo, le pratiche agricole e zootecniche tradizionali hanno ceduto ai processi di produzione di massa. Oggi la sfida è produrre cibo sano ed accessibile in maniera sostenibile, che non sfrutti incondizionatamente la terra o il mare, tanto meno chi lavora con essi. La sfida è quindi quella di preservare la Dieta Mediterranea e, con essa, un modello sociale ed economico sostenibile… che un tempo risiedeva, appunto, nella Dieta Mediterranea.

L’intervista è stata pubblicata il 24 febbraio 2016, in italiano e in inglese :

DIETA MEDITERRANEA : un sapere antico che compirà 60 anni nel 2017

THE MEDITERRANEAN DIET : in 2017,  60 years of  wisdom in nutrition

Dieta Mediterranea e :

ECOLOGIA INTEGRALELAUDATO SI’GLOBAL GOALS

HENRY BLACKBURN : The Seven Countries Study was the first to examine systematically the relation among lifestyle, diet, and the rates of heart attack and stroke in contrasting populations. It has been one of the finer scientific adventures of our time and of the field of cardiovascular disease epidemiology. The idea of the study arose in various forms in the minds of imaginative individuals capable of integrating clinical, laboratory, and population evidence. Ancel Keys, the leader of the study, gave the concept its broad scope as well as its substance and direction. This, my personal account of adventures in the field, conveys only a tiny part of the excitement, and recalls only a few of the many contributions and difficulties of the undertaking…  You are welcome to share our adventures in the field > continua