W la pasta, “regina” della dieta italiana

Dal 1998 ogni 25 OTTOBRE i pastai italiani, cioè i produttori e i commercianti della specialità della cucina italiana, si mobilitano e coinvolgono chef, ristoratori ed esperti di alimentazione di tutto il mondo nella celebrazione del WORLD PASTA DAY.

Quest’anno alla XXI edizione, svolta con il titolo AL DENTE e all’insegna del tema #PASTA2050, il ciclo di iniziative ha focalizzato l’attenzione internazionale sulla pasta come un ingrediente principale della “versione” italiana delle tradizioni di Dieta Mediterranea evidenziando il suo valore come un “cibo buono, sano, accessibile e sostenibile”:

Unione Italiana Food intende sostenere il modello alimentare mediterraneo, riconosciuto dalla comunità scientifica tra i più sani e sostenibili, di cui la pasta è elemento cardine. Il successo globale della pasta italiana è la cartina tornasole del gradimento verso la Dieta Mediterranea. Arriva dagli Stati Uniti, patria delle diete iperproteiche, il segnale più simbolico. L’U.S. News & World Report ha eletto la Dieta Mediterranea “migliore dieta del mondo” del 2019, vincitrice su 41 diverse alternative con un punteggio di 4,2 su 5. In Italia invece ci sono segnali di un progressivo allontanamento della popolazione dalla Dieta Mediterranea. Solo il 41% della popolazione del Nord Italia mangia seguendo questo modello, appena il 16,8% nel Centro Italia e il 42,1% nel Sud del Paese (European Journal of Public Health). E iniziative come “Al Dente” potrebbero invertire questo pericoloso trend.

L’allarme ha destato molto stupore, e tanta preoccupazione, perciò l’interesse degli opinion leader, cioè di giornalisti, esperti e commentatori che dal “pulpito” dei mass-media divulgano le informazioni che influenzano le decisioni delle persone, in particolare le scelte di consumo. E così in occasione del WORLD PASTA DAY 2019 sono state pubblicate molte notizie che annunciano “la rivincita della pasta”, cioè mirate a sfatare la convinzione, largamente diffusa proprio in Italia, che spaghetti, maccheroni, fusilli, orecchiette, ravioli, tortellini, tagliatelle, lasagne,… e ogni tipo delle molteplici varianti del “primo piatto” nazionale sia un alimento grasso, cioè che fa ingrassare, e che appesantisce… Ad esempio, l’articolo di Valeria Pini pubblicato nella rubrica  “Alimentazione E Fitness” de La Repubblica spiega perché sia ormai diventato necessario, e urgente, sfatare i nuovi tabù dilaganti proprio nell’opinione pubblica italiana, come la convinzione che mangiare pasta sia da evitare soprattutto alla sera, la cui infondatezza è dimostrata dalla nutrizionista ed endocrinologa italiana Serena Missori:

La pasta a cena fa bene, rilassa e aiuta a dimagrire. Favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano, quindi fa rilassare e aiuta il sonno, e se ci rilassiamo si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, colpevoli di favorire l’aumento di peso.

Inoltre, l’articolo riferisce che “le diete in cui si eliminano quasi completamente i carboidrati per perdere velocemente i chili di troppo sono state bocciate da alcuni studi scientifici”, e che invece “mangiare riso, spaghetti e pane con moderazione è la via ottimale per una vita lunga e in salute“, citando ad esempio la  ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston recentemente pubblicata su The Lancet Public Health:

Risultati immagini per Brigham and Women's Hospital BostonI ricercatori hanno analizzato un campione di oltre 15.400 persone calcolando il rischio aterosclerotico. Sia chi aveva seguito una dieta con un basso apporto di carboidrati, inferiore al 40% dell’energia totale, che chi aveva un regime con un apporto troppo alto (oltre il 70%) registravano un aumento della mortalità, mentre il rischio più basso era associato ad un consumo moderato, tra il 50% e il 55% dell’energia.

Gli studi e le statistiche recenti confermano quindi le intuizioni di Ancel Keys, così le analisi e rilevazioni condotte dal “suo” team, i ricercatori del SEVEN COUNTRIES’ STUDY  dall’oggi “lontano” 1957… inoltre le convinzioni dei proto-scienziati, i sacerdoti e le sacerdotesse che negli asklepeia veneravano il culto di Igea e professavano l’arte di Ippocrate, dei saggi fondatori della Scuola Medica Salernitana e dei dottori istitutori degli studium, cioè delle prime cattedre universitarie e sedi accademiche, anche le “nuove” teorie sulla sostenibilità che si propagano nel villaggio globale e in ogni luogo del mondo con molteplici manifestazioni e differenti espressioni e le antiche concezioni consolidate dalle abitudini e nelle tradizioni che un tempo accomunavano le molte e diverse popolazioni mediterranee.

 

La DIETA MEDITERRANEA “made in Italy” in un tour mondiale

La SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO ha la finalità di promuovere – cioè far conoscere – le qualità della gastronomia che rappresenta il Belpaese e di tutelare i prodotti agroalimentari “made in Italy” dall’Italian sounding – cioè far riconoscere, e così distinguere, quelli originali dalle imitazioni e contraffazioni.

La terza edizione è un programma con tanti scopi… tra cui mettere in risalto le tradizioni di cucina che, nelle diverse varianti regionali e locali italiane, sono interpretative della Dieta Mediterranea.

THEO RANDALL my simple italian - cutLe virtù delle ricette e dell’olio d’oliva extra-vergine saranno illustrate in un ciclo di conferenze e cooking show intitolato Food Matters Live in svolgimento a Londra e che si concluderà domenica 25 novembre con un “gran finale” cucinato da Theo Randall.

Un appuntamento molto importante è la tavola rotonda organizzata dall’ICE venerdì 23 novembre a Tunisi: «Il filo conduttore è la sostenibilità della produzione e dell’utilizzo della pasta. Negli ultimi anni, il miglioramento dei processi produttivi e delle buone pratiche agricole hanno consentito ai pastai di ridurre sensibilmente i consumi d’acqua e le emissioni di CO2, con con un impatto ambientale molto basso… la pasta è al centro di tante ricette prelibate che valorizzano gli avanzi, limitandone gli sprechi… sotto l’aspetto del packaging, la pasta permette un recupero al 100% dei materiali utilizzati, in cartone o film plastico».

Alcuni eventi del programma internazionale sono emblematici della straordinaria versatilità della cucina come ambito in cui le innovazioni possono tramandare il patrimonio di eredità immateriali contenute nelle tradizioni di convivialità. In particolare lo spettacolo messo in scena nella serata di venerdì 30 novembre al Théâtre des Variétés di Monaco, organizzato dalla sede della Società Dante Alighieri nel Principato di Montecarlo in collaborazione con l’Associazione Anfossi di Genova, per ricordare la figura di Gioachino Rossini, Rossini 2018 - 150compositore italiano di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della scomparsa: «Nel 1823, quando arrivò a Parigi preceduto dalla sua fama di genio, venne subito coinvolto nel dibattito culturale sulla cucina che a quel tempo impegnava molti intellettuali francesi, tra cui Alexandre Dumas padre. L’evento si svolgerà quindi come se fossimo in un ipotetico salotto ottocentesco parigino, dove ci si riuniva abitualmente una volta la settimana» [fonte : Montecarlonews.it ].

abbiamo tanti SEMI ♥ ♥ ♥ “per fare un ALBERO…” ♣

fratus-alberi-parco-del-poRealizzata in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino ed esposta a Valenza dall’Ente PARCO FLUVIALE DEL PO E DELL’ORBA, la mostra ALBEROGRAFIA di Tiziano Fratus presenta ritratti di alberi secolari e magnifici che spiccano nei paesaggi urbani del Piemonte: monumentali platani autoctoni e cedri, sequoie e piante esotiche, come zelcove e davidie, di cui le immagini illustrano forme e colori e i testi descrivono le origini e il significato naturalistico e storico.

Alberi molto preziosi, le cui storie si innestano nella storia “favolosa” di un percorso di crescita con le “fantastiche” esperienze di educazione alla sostenibilità, il racconto che PINOCCHIO & i suoi compagni d’avventura pinocchio-a-squolanarra sulle rime e note della canzone di Sergio Endrigo – “Ci vuole un fiore”:

abbiamo tanti SEMI ♥ ♥ ♥ “per fare un ALBERO…” ♣

un ristorante davvero ECCELLENTE

La parola “eccellenza” e l’aggettivo “eccellente” sono pericolosi: quando li si usa troppo o male diventano retorica e invece che esprimere un complimento con cui dare un giusto merito diventano segni di falsità e demagogia…

In questo caso ECCELLENTE si può usare senza sbagliare:

logo-ristorante-a-6-stelle-alè un progetto che coniuga tanti valori e, nella fusione equilibrata e armonica di tutti gli obiettivi che si prefigge e il modo in cui li persegue e realizza, riesce a produrre tanti effetti efficaci con eleganza, simpatia e sostenibilità: dal menu con l’impiego di prodotti agroalimentari genuini del territorio alle iniziative di convivialità che coinvolgono lo staff di chef, camerieri e coordinatori del progetto insieme ai partner e con i fruitori dei servizi a superare gli ostacoli che altrimenti precludono l’inclusione sociale di chi ha tante potenzialità ma anche molte difficoltà. Ecco un evento che lo dimostra :

In principio fu Alessandria. Poi una fugace tappa a Moleto, in occasione del Festival dell’Attenzione, e ora il tour Risto on the Road entra nel vivo con la prima “tappa” del 2017 nel Tortone…

Sorgente: Risto on the Road a Valli Unite

notizie dallo spazio

logo NASA climate changeIl centro spaziale americano ha realizzato un serie di cartoni animati che spiegano con parole semplici e grafiche molto espressive quali sono i problemi dei recenti cambiamenti climatici, che effetti possono avere per la salute del pianeta e della sua flora e fauna, da cosa ( chi ) sono provocati e come si può ( ancora per poco ) riuscire a porvi rimedio.

tutta la serie sul sito NASA dedicato al clima ∼ un esempio :

HENRY BLACKBURN

Nato nel 1925 a Miami, dove si laurea alla Tulane School of Medicine, e dopo l’internato al Northwestern Memorial di Chicago, esperienze all’Ospedale Americano di Parigi, in una missione a Cuba, un triennio di Public Health Service in Austria e la specializzazione in medicina interna e cardiologia presso l’Università del Minnesota, HENRY BLACKBURN Prof. Blackburn and Prof .Keysdal 1954 è stato il più stretto collaboratore di ANCEL KEYS, precursore e fondatore degli studi scientifici sulla nutrizione a cui si attribuisce anche la ‘codificazione’ della Dieta Mediterranea come poi, nel 2010 e nel 2013, è stata inclusa nell’elenco di ‘patrimoni culturali intangibili’ UNESCO.

Keys (1904-2004) fece le sue prime ricerche come medico di una spedizione esplorativa in Sud America, balzando alla popolarità come l’alimentarista che durante la K-rationSeconda Guerra Mondiale ha nutrito le truppe degli Stati Uniti con la Razione K (denominata appunto con l’iniziale del suo cognome). Studiando gli effetti della carenza di cibo e della re-nutrizione, ampliò il campo delle proprie ricerche focalizzando l’attenzione sulle incidenze della dieta alimentare sullo stato di salute. Per 50 anni Keys è stato completamente assorbito dallo studio delle abitudini alimentari mediterranee e di come influiscano su salute e mortalità: ANCEL KEAYS a Nicotera - Minnesota Universityvi si è interessato da quando, durante un meeting della FAO a Roma nel 1951, ne ha osservato l’incidenza sulla popolazione dell’Italia meridionale e dopo aver analizzato il fenomeno svolgendo una prima ricerca-pilota a Nicotera nel 1957 〈foto © Blackburn Collection,  School of Public Health, Minnesota University 〉.

Dal 1958 Keys ha condotto il proprio staff americano e un’equipe di collaboratori internazionali in ricerche cliniche a lungo termine i cui esiti, dalla prima pubblicazione nel 1972 alle successive in continuo aggiornamento, analizzano e comparano stato di salute e abitudini alimentari delle popolazioni logo 7 COUNTRIES STUDYin 16 territori di 7 nazioni – USA, Giappone, Finlandia, Olanda, Grecia, Yugoslavia e Italia.

Il 24 febbraio scorso Giovanna Ceccherini ha intervistato  Henry Blackburn, che dal 1972 agli anni ’80 è succeduto a Keys nella direzione del centro di ricerca che il nutrizionista ha istituito presso l’Università del Minnesota e nel coordinamento del team medico-scientifico:

pin x blogC’è qualche utilità, allo scopo di diffondere il valori della Dieta Mediterranea, nell’evidenziare luoghi o paesi in cui sono state condotte le ricerche?   

Alle nostre ricerche hanno collaborato anche molti colleghi italiani con cui abbiamo stretto amicizia, tra i quali Flaminio Fidanza, che aveva casa a Pioppi dove Keys ha deciso di trasferirsi, ma non designerei questo o alcun luogo particolare come la ‘casa’ della Dieta Mediterranea. Piuttosto, mi preoccupa che, paragonando le recenti indagini con le prime condotte nel 1957 a Nicotera, le statistiche più recenti mostrino con inconfutabile evidenza come la Dieta Mediterranea si stia lentamente estinguendo, proprio nei luoghi in cui è stata condotta la nostra ricerca. Ad esempio, a Montegiorgio e Crevalcore, dove ha operato Alessandro Menotti, collaboratore del ‘Seven Countries Study’, le misurazioni antropometriche e altre rilevazioni raccolte dagli anni ’90 indicano accrescimenti di massa adiposa e aumento di casi di patologie cardiovascolari. Queste ultime sono primariamente connesse con cambiamenti nelle abitudini alimentari, in particolare un aumento nell’assunzione di proteine animali.

pin x blogQuindi è utile far uso di integratori alimentari o multivitaminici per sostituire la carenza di pesce fresco, di frutta e verdura di stagione nella dieta o la mancanza di tempo per cucinare?   

Trovo che il trend attuale nelle scienze della nutrizione sia sempre più orientato verso il vero, il naturale, l’integrale, verso i cibi freschi e stili di vita tradizionali. Anche il commercio spinge in questa direzione. Ci si sta progressivamente allontanando dai cibi processati ed artificiali, da supplementi ed integrazioni di singoli macronutrienti, alcuni dei quali sono addirittura risultati nocivi nei trials clinici. L’evidenza scientifica conduce sempre più verso un benessere che derivi da sintesi naturali, sia vegetali che animali, piuttosto che da sintesi industriali o da alimenti ‘simulati’ e implementazioni chimiche su cibi processati. Questi processi industriali appaiono essere sostituti inadeguati della Dieta Mediterranea o di qualsiasi modello alimentare tradizionale.

pin x blogPossono venir date indicazioni utili in relazione alla pratica dell’esercizio fisico?

Essenzialmente il ‘Seven Countries Study’ prende in considerazione l’occupazione dei candidati, senza misurare le abitudini legate all’esercizio fisico. Le differenze tra regione e regione nel tipo di lavoro svolto dai candidati non è in grado di spiegare le differenze nelle percentuali di patologie cardiovascolari, che invece risultano essere strettamente collegate alla quantità media di colesterolo sierico ed alla quantità media di energia consumata sottoforma di acidi grassi saturi. Grazie alla congruenza tra evidenze cliniche e di laboratorio si è provato che gli acidi grassi saturi, come indicatori di consumo di carne e di prodotti caseari, influenzano il rischio cardiovascolare. Inoltre, la ricerca si focalizza sulle differenze culturali delle tradizioni alimentari, ed evidenzia come l’incidenza di patologie cardiovascolari aumenti con modelli alimentari in cui la presenza di colesterolo sierico sia costante.

pin x blogPossiamo invece considerare la Dieta Mediterranea aderente alle concezioni di ecologia integrale? E, se sì, un modello alimentare, sociale ed economico sostenibile, come suggerirebbe anche la sua definizione data da UNESCO?

I modelli alimentari tradizionali nel Mediterraneo durante gli anni ’60 e quelli rilevati nella stessa epoca anche in Asia facilitano, con buone probabilità, la minore incidenza di patologie legate ai vasi sanguigni e di molti tipi di cancro e incidono positivamente sulla riduzione dei decessi e sull’allungamento della vita. Quindi, con la Dieta Mediterranea si è sull’onda giusta, in quanto la preservazione della vita umana e corrispondentemente del Pianeta è lo scopo principale! Purtroppo, le pratiche agricole e zootecniche tradizionali hanno ceduto ai processi di produzione di massa. Oggi la sfida è produrre cibo sano ed accessibile in maniera sostenibile, che non sfrutti incondizionatamente la terra o il mare, tanto meno chi lavora con essi. La sfida è quindi quella di preservare la Dieta Mediterranea e, con essa, un modello sociale ed economico sostenibile… che un tempo risiedeva, appunto, nella Dieta Mediterranea.

L’intervista è stata pubblicata il 24 febbraio 2016, in italiano e in inglese :

DIETA MEDITERRANEA : un sapere antico che compirà 60 anni nel 2017

THE MEDITERRANEAN DIET : in 2017,  60 years of  wisdom in nutrition

Dieta Mediterranea e :

ECOLOGIA INTEGRALELAUDATO SI’GLOBAL GOALS

HENRY BLACKBURN : The Seven Countries Study was the first to examine systematically the relation among lifestyle, diet, and the rates of heart attack and stroke in contrasting populations. It has been one of the finer scientific adventures of our time and of the field of cardiovascular disease epidemiology. The idea of the study arose in various forms in the minds of imaginative individuals capable of integrating clinical, laboratory, and population evidence. Ancel Keys, the leader of the study, gave the concept its broad scope as well as its substance and direction. This, my personal account of adventures in the field, conveys only a tiny part of the excitement, and recalls only a few of the many contributions and difficulties of the undertaking…  You are welcome to share our adventures in the field > continua