L’anima della Dieta Mediterranea nello “spirito del Natale”

Gli antichi cerimoniali del solstizio d’inverno celebrati dalle civiltà mediterranee, le festività natalizie, si sono diffusi in tutto il mondo, dove vengono celebrate all’unisono.

Il fascino del Natale infatti è generato dall’atmosfera che si propaga con i suoi rituali: le decorazioni e gli addobbi illuminati, lo scambio di doni e le riunioni conviviali tra parenti, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola, membri di associazioni e concittadini e compaesani.

Nella sua definizione di ICH – eredità culturale immateriale, l’UNESCO specifica che la Dieta Mediterranea è lo stile di vita che nelle civiltà mediterranee è conformato da tradizioni di convivialitàorologio-calendariodalle abitudini quotidiane alle cerimonie e celebrazioni, tante usanze tramite le quali la vita sociale trascorre in modalità organizzate e fluidamente scandite al ritmo del ciclo di riti fissati in date e orari precisi.

In particolare le festività religiose che scandiscono il calendario con eventi programmati in corrispondenza alle fasi del ciclo biologico dell’ecosistema nei paesi intorno al mare tra le terre, 4-stagioni-ravennacioè – come rappresenta il mosaico raffigurante la DANZA DEI GENI DELLE 4 STAGIONI che adorna la Domus dei Tappeti di Pietra – al ritmo del ciclo di fenomeni climatici, atmosferici e ambientali che scandiscono lo scorrimento della vita della natura nel mondo mediterraneo (*) .

4-stagioni-arcimboldoCome dice il proverbio e come Arcimboldo ha illustrato nella celebre serie di dipinti, ogni stagione ha i propri frutti e, finché l’alimentazione si è basata principalmente sul consumo dei doni della natura, nei paesi mediterranei ci si saziava quando ad ogni stagione la terra ne produceva abbondanza… e Natale poteva essere celebrato con i tradizionali riti e banchetti.

Nella descrizione e definizione UNESCO della Dieta Mediterranea, nelle testimonianze e ricerche di Giovanna Ceccherini e nelle osservazioni di Silvana Bosi è messo in evidenza che le donne hanno un ruolo preminente come custodi delle tradizioni di convivialità delle civiltà mediterranee proprio perché nella cucina domestica, per millenni mansione e ambito esclusivamente femminili, si tramandano la conoscenza delle ricette per la preparazione dei cibi “speciali” con cui imbandire la tavola delle feste, le specialità gastronomiche delle località emblematiche della Dieta Mediterranea.

Nella variegata moltitudine di piatti e menu tipici della cucina regionale italiana, per il cenone delle vigilie e i pranzi di Natale, Santo Stefano e Capodanno pandoro-panettone-cutpredominano le paste ripiene asciutte e in brodo, pesce e anguilla, cappone e carni bollite e i dolci, in particolare i pani dolci come i celebri panettone milanese e pandoro veronese.

> tradizioni gastronomiche del Natale in Italia : LA CUCINA ITALIANA ∼ IL FATTO QUOTIDIANO ∼ RICETTE ON-LINE

monfhrssagnolotti : il natale all’insegna dei global goals

logo-dm-nicoteraLA VIGILIA DELLE 13 COSE  – Cena di Natale a Nicotera

Ai pasti serali i commensali si intrattengono nella lunga attesa della mezzanotte – a Natale l’ora in cui comincia la messa e a Capodanno il momento in cui si festeggia brindando. Nella veglia di Natale, con il sontuoso cenone a base di pesce, presso i popoli indoeuropei simbolo di fecondità e di saggezza e nel cristianesimo ideogramma che rappresenta il Cristo. In molti menu regionali italiani il piatto forte delle feste di Natale e Capodanno è l’anguilla, soprattutto femmina – il capitone, che rievoca il serpente, nelle culture pagane animale emblematico del Sole Nascente.

RITI E SIMBOLI DEL NATALE

> natale, una festa universale

DIETA MEDITERRANEA - stile di vita

( * ) Nel mosaico proveniente da Cartagine conservato al Museo del Bardo di Tunisi al centro è raffigurata la villa signorile di cui probabilmente era un decoro e attorno ad essa una tematica frequente rappresentata nei mosaici pavimentali, le QUATTRO STAGIONI4-stagioni-mosaico-africaillustrate con scene emblematiche delle attività svolte durante l’anno nei possedimenti e dintorni della dimora – agricolturaallevamentocacciapesca – e i prodotti alimentari tipici di ciascun periodo: in alto a sinistra, in INVERNO la signora riceve in dono olive e animali da cortile; in alto a destra, in ESTATE due pastori custodiscono un gregge; in basso a sinistra in PRIMAVERA la padrona di casa riceve in dono fiori e pesce fresco; in basso a destra, in AUTUNNO la consegna al signore di un cesto d’uva e selvaggina.

DM a tavola