Il GRAAL dei Templari

Un mito … una leggenda … il calice dell’eterna giovinezza forse è un’icona, una figura simbolica in cui i Cavalieri del Tempio hanno sintetizzato il ‘segreto’ della propria longevità e salute, cioè il proprio stile-di-vita condotto secondo la regola dell’Ordine monastico e cavalleresco, una disciplina che dettava anche norme alimentari. Dalle tipologie alle quantità di cibo, dalle ricette di cucina al consumo dei pasti in convivialità, cavalieri e graal medio-evo-orgtutto nella dieta alimentare dei Templari era regolato secondo principi e pratiche che, come dimostrano recenti studi scientifici e storiografici, coincidono proprio con le ‘norme’ della Dieta Mediterranea! In effetti, la storia dei monaci cavalieri ‘templari’ – Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis – si intreccia in molti modi, tanti luoghi e diverse situazioni e occasioni, con quella della Dieta Mediterranea

Crociati, custodi del Tempio di Salomone e difensori del Regno di Gerusalemme (1099-1291), dell’ordine monastico-militare fondato nel 1118, istituito con la ‘regola’ di San Bernardo di Chiaravalle nel 1129 e canonizzato nel 1139, fino al suo scioglimento nel 1314 stabilirono propri ‘quartieri’ in moltissimi centri urbani e rurali in Terrasanta e molti paesi affacciati sul Mediterraneo: città, cittadine e campagne, soprattutto nei percorsi di pellegrinaggio come la Via Francigena, e scali e approdi marittimi, in particolare ad Acri e nel suo entroterra, il Monte Carmelo e gli avamposti ai confini con Siria e Giordania.

conoscenza ERBE e MED DIET religioneAnche abilissimi agricoltori e costruttori di sistemi di irrigazione, nei propri insediamenti i Templari erigevano e fondavano ‘ospedali’, ricoveri per pellegrini e malati, i cavalieri formati alla disciplina del Tempio e nella dottrina della medicina avevano conoscenze apprese dai testi di antichi sapienti – maestri degli aslkepieia, templi della salute del mondo greco-romano, e alessandrini, scienziati del mondo ellenistico-egiziano – che affinarono tramite fitti interscambi con eruditi di ogni paese e continente – Europa, Asia e Africa / Occidente, Oriente e Oltremare. Dediti alle attività di cura, terapia e ricerca, i medici templari hanno lasciato un’eredità raccolta dai dotti, poi dottori, operanti in monasteri e centri, come alla Scuola Medica Salernitana, i cui ospedali divennero sede delle prime ‘cattedre’ e università di medicina.

La presenza dei Templari nei luoghi delle loro dimore e dei loro passaggi si denota da tracce ‘nascoste’ sigillo dei TEMPLARIin sculture e affreschi che decorano castelli e chiese, soprattutto dettagli in cui si scorgono simboli, come i crocifissi rossi in campo bianco dei loro stemmi e della loro divisa, e in figure e immagini che fanno riferimento a principi e norme dell’Ordine e ai ‘tesori’ che i cavalieri hanno raccolto in Terrasanta, in particolare al Tempio di Salomone 〈nella figura: bassorilievo del XVI alla Sinagoga di Casale Monferrato〉. Sinagoga di Casale Monferrato - bassorilievo XVI sec - MURA DEL TEMPIO SALOMONE A GERUSALEMMELa verità è che a Gerusalemme i Templari erano acquartierati nella zona in cui un tempo sorgeva il tempio che, secondo la Bibbia, era stato costruito durante il regno di Salomone, perciò in un periodo indicato tra il 970 e il 930 a.C., e saccheggiato, distrutto e ricostruito più volte in epoche precedenti alle crociate, e i misteriosi ritrovamenti dei cavalieri si riferiscono a reperti archeologici, forse anche documenti, di cui si sa che i templari han fatto accurata ricerca, mentre non è dato alcun riscontro sul rinvenimento e la conservazione. Secondo alcune fonti, anche il mitico regno di Artù e dei suoi cavalieri ‘della tavola rotonda’ nella realtà storica era il vasto ed esteso reticolo di magioni dei Templari e il suo epicentro, probabilmente proprio in Italia: SPADA NELLA ROCCIA - Abbazia_di_San_Galganolo testimonierebbero la spada nella roccia conficcata nelle pietra delle fondamenta dell’eremo di San Galgano in provincia di Siena e antichissimi affreschi che un tempo decoravano la torre di Frugarolo un tempo roccaforte del Monferrato e che si ammirano ancora al Duomo di Modena e in castelli trentini, piemontesi e dell’antica Burgundia. Inoltre alcune reliquie custodite in molte chiese italiane,  tra cui le ‘sacre spine’, frammenti della corona di spine posta in capo a Gesù alla crocifissione, alcune a Montechiaro d’Acqui e a Pomaro, borghi storici dell’antico Monferrato. Tra le molte storie, vicende realmente accadute ed episodi leggendari che si dipanano nella storia dei cavalieri al seguito del mitico Artù e a corte di Burgundi, Ottoni e Sassoni, in particolare Federico II, nel Sacro Romano Impero e nell’Ordine del Tempio, alcune si sovrappongono con la storia dell’antico marchesato dei discendenti di Aleramo, anche dinasti del Regno di Gerusalemme. Nelle loro terre, ora divise nelle province di Alessandria, Pavia, Savona, Genova, Asti, Vercelli, Ivrea e TorinoOLYMPUS DIGITAL CAMERA – dove forse proprio per questa ragione si trova la Sindone – si ‘cela’ una misteriosa raffigurazione che accrediterebbe l’esistenza del Graal e l’ipotesi che sia stato (forse è ancora) custodito in questi luoghi…

Il sacro Graal è … la Dieta Mediterranea

http://www.lastampa.it/2016/07/14/edizioni/alessandria/lo-chef-templare-alla-conquista-di-cracovia-Dra61tUebigvJXxr1ObASN/pagina.html

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